
Facebook e Yahoo hanno concordato la chiusura di una disputa sui brevetti durata mesi, evitando una battaglia legale potenzialmente costosa sulla tecnologia che gestisce due dei siti più popolari di Internet. Facendo cadere le cause, le due aziende hanno anche siglato un accordo per concedersi vicendevolmente in licenza i propri brevetti, formando così un’alleanza per la pubblicità online e la condivisione di contenuti che espande la loro già esistente partnership.
L’accordo, firmato venerdì scorso, non prevede scambi di denaro tra le due parti. Ora che l’antagonismo si è dissolto in un contratto che potrebbe portare benefici ad entrambe le aziende, le centinaia di milioni di navigatori del web che utilizzano sia Yahoo che Facebook dovrebbero trovare un terreno comune ancora più ampio tra i due servizi. L’alleanza sulla pubblicità online dovrebbe aiutare Yahoo a recuperare parte degli incassi che ha perso per via dello spostamento graduale degli inserzionisti verso il social network di Mark Zuckerberg.
Facebook, dal canto suo, guadagna l’opportunità di mettere in mostra gli annunci pubblicitari personalizzati per adattarsi agli interessi individuali dei suoi 900 milioni di utenti in altri siti web dal notevole traffico oltre al suo sito personale. Questa firma mette fine ad un conflitto aperto da Scott Thompson, amministratore delegato di Yahoo durato poche settimane e licenziato due mesi fa dal suo posto di lavoro per colpa delle errate informazioni pubblicate sulla sua biografia ufficiale che avevano sollevato dubbi sulla sua integrità.
Sotto la gestione di Thompson, Yahoo depositò la causa legale sui brevetti contro Facebook nel marzo scorso, sfruttandola come arma contro un’azienda che l’allora ad riteneva stesse prosperando grazie alle idee del suo più antico rivale. Il reclamo sosteneva che Facebook avesse infranto 10 brevetti di Yahoo che riguardano la pubblicità su Internet, i controlli della privacy e i social media. Yahoo ha poi aggiunto altri due brevetti alla sua causa in tribunale.
Ma l’attacco di Thompson contro Facebook si è presto trasformato in un disastro di pubbliche relazioni. La maggior parte dell’industria della tecnologia ha infatti protestato contro le tatiche di Yahoo. I critici vedevano la causa legale come l’ultima spiaggia finanziaria di un’azienda ormai disperata la cui vena di innovazione si è ormai da tempo esaurita. Quando Yahoo sostituì a maggio Thompson con l’amministratore delegato a interim Ross Levinsohn, aprì la porta perchè l’azienda trovasse un accordo extragiudiziale per chiudere la disputa su decisione del suo nuovo consiglio di amministrazione.
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