
Nuove rivelazioni Wikileaks, il governo statunitense ha definito fallimentare la linea utilizzata da Berlusconi per combattere l’immigrazione in Italia. Tutto questo succedeva nella primavera del 2009, in quel periodo proprio come oggi il Canale di Sicilia era invaso da immigrati clandestini che cercavano rifugio sul territorio italiano. Dopo le nuove rivelazioni sul declinio dell’Italia, nei cable di Wikileaks si può leggere come gli Stati Uniti ritengono che l’Italia non sia in grado di fermare il flusso degli immigrati clandestini. Secondo gli Stati Uniti la linea presa da Berlusconi per combattere l’immigrazione è solo una messa in scena per nascondere la fragilità del governo italiano a combattere i clandestini, Lampedusa ormai si trova al collasso e di conseguenza la comunità internazionale comincia a preoccuparsi seriamente della situazione in Italia.
A Lampedusa cominciano ad affondare i barconi, successivamente l’isola comincia ad avere un collasso e cosi la comunità internazionale comincia a guardare con sospetto e preoccupazione sulla linea dura stabilita da Berlusconi e Bossi contro gli immigrati clandestini. Silvio Berlusconi e i leghisti mandano avanti la campagna contro l’immigrazione definendo in questo modo i clandestini un pericolo per la sicurezza nazionale. Secondo le rivelazioni di Wikileaks non solo i politici italiani non combattono mafia e camorra, ma non sono neanche in grado di controllare l’immigrazione in Italia.
La particolarità che ha preoccupato maggiormente gli Stati Uniti è che il governo italiano si è preoccupato di combattere soprattutto contro i clandestini che arrivano via mare. Ma secondo l’ambasciata americano di Roma questi sono solo una minima parte di tutti gli immigrati clandestini che arrivano nel territorio italiano, di conseguenza affermano che la linea dura stabilita da Berlusconi fa acqua da tutte le parti. In sintesi secondo il governo statunitense si tratta solo di una messa in scena per non mostrare la fragilità del governo italiano in queste situazioni e la conferma è arrivata con l’accordo tra Italia e la Libia di Gheddafi.
Questo accordo è stato criticato maggiormente perché non c’erano garanzie sulla tutela dei diritti umani soprattutto nel capitolo immigrazione respingimenti. Allarmata dalla situazione italiana, l’ambasciata di Via Veneto decide di contattare decine di esperti e funzionari per riuscire a farsi un’idea più precisa del problema che ha colpito l’Italia. successivamente decide di compilare un dossier completo di 30 pagine e lo suddivide in tre capitoli, dopo averlo classificato lo spedice attraverso un cablogramma a Washington. Il file è stato sviluppato dal numero due dell’ambasciata USA, Elizabeth L. Dibble definita da Berlusconi ‘una funzionaria di terzo grado’ e che successivamente si trova a guidare la sezione European and Eurasian Affairs del Dipartimento di Stato.
Nel cable di Wikileaks si può leggere ‘Benché i funzionari del ministero degli Interni abbiano detto all’ambasciata di credere che vi sia una bassa minaccia terroristica legata all’immigrazione irregolare e benché le statistiche del governo rivelino un calo della criminalità complessiva in tutte le principali città italiane, il primo ministro Berlusconi, il ministro degli Interni Maroni, funzionari di alto grado e la stampa italiana (la maggioranza della quale è soggetta al controllo di Berlusconi) pubblicizzano di continuo in modo esagerato e fuorviante il rapporto tra criminalità, terrorismo e immigrazione irregolare’, queste sono le parole del funzionario statunitense.
Secondo le rivelazioni di Wikileaks la situazione italiana potrebbe trovarsi in pericolo, infatti potrebbero nascere problemi di xenofobia soprattutto per via dei provvedimenti ispirati dalla Lega, come ad esempio il censimento dei rom. Le statistiche dimostrano che sono soltanto il 15% degli immigrati clandestini ad arrivare attraverso i boat people, di conseguenza sono molti ma non abbastanza da giustificare la linea dura del governo Berlusconi. Gli Stati Uniti cominciano a pensare che questa situazione sia stata creata per nascondere un altro problema italiano evidentemente più importante.
La funzionaria Dibble sottolinea inoltre che la maggior parte dei clandestini arriva in Italia via terra, via aereo o via mare ma soprattutto utilizzando delle navi e non attraverso i barconi dei disperati. Inoltre il 57% degli immigrati arriva in Italia con un visto regolare, ma poi rimane nel territorio italiano anche dopo la sua scadenza. Il problema italiano non è solo quello della linea dura di Berlusconi che fa acqua da tutte le parti, ma sedondo un funzionario della polizia alla frontiera vengono effettuati dei controlli sporadici e casuali su chi non arriva dall’UE. In sintesi il problema dell’Italia è soprattutto la mancanza di fondi e di strutture adeguate, infatti la politica di espulsione non può essere attuata proprio per la mancanza di risorse utili a risolvere il problema italiano.
Infatti su 70.645 immigrati clandestini soltanto 24.234 sono stati rintracciati e quindi rimpatriati. Ma i problemi arrivano anche dall’Europa dell’est, infatti le persone possono spostarsi all’interno della comunità senza grossi problemi, in sintesi tutti i provvedimenti presi dal governo Berlusconi per fermare i clandestini hanno fallito. L’Italia ha deciso di difendersi dalle rivelazioni di Wikileaks a modo suo, infatti Berlusconi vuole censurare Internet.
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