Quit Facebook Day: un flop quasi preannunciato

La tanto temuta data del 31 maggio, giorno in cui è stato organizzato l’evento di cancellazione di massa da Facebook per protestare contro la scarsa tutela della privacy da parte dei gestori del social network si è rivelata un vero e proprio flop.
Sarebbe dovuta essere la giornata in cui tutti i milioni di utenti di Facebook delusi dalla protezione superficiale della propria privacy offerta dal social network più popolare del web si sarebbero riuniti in un’unica protesta, cancellando tutti il proprio account dalla rete sociale ideata da Mark Zuckerberg.
Ed invece? Non è andata esattamente così. Gli organizzatori, due giovani canadesi, che hanno lanciato l’iniziativa, si sono ritrovati, a fine giornata, con poco più di 32000 adesioni alla propria causa, davvero molto poche se si pensa che il social network blu conta ben più di 500 milioni di iscritti.
Il flop totale di quest’evento è dovuto, probabilmente, alla scarsa pubblicità che gli ideatori sono riusciti a fare alla propria iniziativa. Secondo un sondaggio della Vision Critical, negli Stati Uniti soltanto l’11% delle persone intervistate erano a conoscenza dell’evento, sintomo che, forse, i due giovani canadesi potevano fare qualcosa in più per promuovere la propria iniziativa.
Questa giornata, comunque, ha lanciato, in ogni caso, un messaggio: Facebook vince ancora una volta e, forse, i suoi utenti preferiscono una minore tutela della propria privacy piuttosto che privarsi del proprio strumento di comunicazione preferito.
mar 01/06/2010 da Angelo Mosca in privacy.





















Era logico, gli iscritti a Facebook sono più di 400 milioni, anche se in 100.000 si cancellano, che sarà mai…