Phishing: arrestati sei cracker

  • Commenta
  • Email
  • Condividi

Phishing

Continua la lotta delle forze dell’ordine contro i cybercriminali. E’ di poche ore fa la notizia che i Carabinieri hanno sgominato un’organizzazione composta da sei cracker il cui obiettivo era quello di rubare dati sensibili per prosciugare i conti correnti delle ignare vittime.

Il gruppo di crybercriminali, composto da sei persone tra i 21 e i 65 anni, ha agito tra Milano, Ascoli e Napoli, prosciugando i conti corrente di diverse vittime, del tutto ignare della truffa avvenuta, sfruttando la ormai tristemente famosa tecnica del phishing.

I sei, infatti, inviando email fasulle che simulavano quelle di istituti di credito e quelle delle Poste Italiane, hanno sottratto, con l’inganno, alle ignare vittime tutti i dati sensibili di accesso ai propri conti corrente online, prosciugandone gli importi. Una volta ottenuti, infatti, nomi utente e password, oltre che numeri di carte di credito, è stato un gioco da ragazzi per i sei criminali impossessarsi del denaro delle proprie vittime.

Secondo una prima stima dei Carabinieri della stazione di Roma Viminale, che hanno portato a termine l’arresto, i sei sono riusciti ad accumulare una cifra di circa 23.000 Euro, ed altri 45.000 Euro erano pronti a transitare sul conto dei sei, ma sono stati prontamente bloccati dagli inquirenti.

Insomma, una notizia che invita ancor più a riflettere ed a seguire i consigli delle banche in merito alla sicurezza: è praticamente impossibile, infatti, che gli istituti di credito inviino email chiedendo dati sensibili. Pertanto, qualora doveste ricevere email di questo genere, scartatele immediatamente e segnalatelo alla vostra banca o alle autorità competenti.

mer 28/04/2010 da Angelo Mosca in hacker, phishing.

Commenta

Ricorda i miei dati

Inviami una e-mail quando ci sono altri commenti

Pubblica commento
SEGUI TUTTOGRATIS

© 1998-2012 Trilud S.p.A. - P.iva: 13059540156 - Tutti i diritti riservati

Tuttogratis.it, testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano n° 314/08