
Non ha tra i suoi dipendenti nè giornalisti nè conduttori, non possiede costose apparecchiature satellitari e non produce nemmeno in prima persona i servizi e le notizie che pubblica, eppure oggi è YouTube una delle principali piattaforme mondiali di video-informazione, verso la quale gli spettatori si rivolgono sempre di più per vedere con i propri occhi le immagini dei più importanti eventi e disastri naturali del mondo.
Lo rivela un nuovo studio del Project for Excellence in Journalism del Pew Research Center, che ha esaminato per 15 mesi i più popolari filmati di news sul più importante sito di video streaming del mondo, di proprietà di Google. Il risultato è che, nonostante l’audience dei telegiornali sui network televisivi tradizionali sia tuttora superiore a quella del numero di utenti che fruiscono le notizie su YouTube, il sito di video-sharing è un ambiente digitale in crescita in cui il giornalismo professionale si mescola al cosiddetto citizen journalism, cioè a quello creato dai semplici testimoni di un avvenimento con il proprio smartphone.
‘C’è una nuova forma di video-giornalismo su questa piattaforma,’ dichiara Amy Mitchell, vice-direttore del progetto. ‘Una forma in cui la relazione tra le grandi organizzazioni di informazione e i cittadini è più dinamica e versatile di quanto abbiamo potuto vedere nella maggior parte delle altre piattaforme finora.’ Questa nuova relazione ha fatto sì che YouTube consolidasse il suo ruolo di fornitore di notizie in appena sette anni di vita, riuscendo a competere con le principali emittenti tradizionali come fonte di news e creando addirittura una forma tutta nuova di ‘giornalismo visivo’.
Oltre un terzo dei video più visualizzati sono infatti stati prodotti dagli stessi cittadini. E gli stessi video delle organizzazioni di informazione a volte incorporano immagini girate dagli utenti di YouTube. Il terremoto e lo tsunami giapponesi sono stati gli eventi di informazione più visualizzati durante il periodo dello studio, durato da gennaio 2011 a marzo 2012. I principali video dal Giappone includevano immagini delle telecamere di sorveglianza, di operatori professionali dei principali telegiornali e dalle imbarcazioni della guardia costiera locale: un tipico esempio di varietà di fonti.
Eventi drammatici come questi sono stati tra i video più visualizzati. Altri eventi popolari sono stati il naufragio della Costa Concordia, le elezioni in Russia, le proteste popolari in Medio Oriente e il crollo di un palco in una fiera nell’Indiana. ‘Una delle cose che emergono qui è la potenza di portare i testimoni all’interno del processo del consumo di notizie,’ ha dichiarato Mitchell.
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