Nascita di Facebook: Zuckerberg vince la causa contro i gemelli Winklevoss

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Winklevoss

Dopo aver rivendicato inutilmente la paternità di Facebook, pretendendo i profitti generati dal portale da Mark Zuckerberg, accusato di aver rubato loro l’idea, i gemelli Winklevoss devono arrendersi per l’ennesima volta. I due gemelli, convinti che il giovane Zuckerberg abbia sottratto loro l’idea che sta alla base di Facebook, il social network più famoso del mondo, dopo aver perso in primo grado si sono dovuti piegare anche alla sentenza d’appello, che non ha fatto altro che confermare quanto già stabilito dalla sentenza precedente. Dopo aver citato in giudizio Zuckerberg nel 2004, infatti, i Winklevoss hanno siglato un accordo finanziario col giovane CEO di Facebook che, paradossalmente, si è rivelata per i due un’arma a doppio taglio.

Proprio così. Nel 2008, infatti, quando Facebook valeva meno del triplo di quanto vale attualmente (il valore del social network è stimato intorno ai 50 miliardi di dollari), i fratelli Winklevoss si sono “accontentati” di siglare un accordo finanziario sollevando Facebook da ogni accusa, in cambio di un risarcimento di circa 65 milioni di dollari. Tutto sembrava risolto, se non fosse per il fatto che Facebook, nel frattempo, ha moltiplicato il suo valore e i suoi introiti, facendo lievitare le pretese dei due fratelli che hanno richiesto una cifra vicina ai 160 milioni di dollari.

Purtroppo per loro, però, la corte d’appello di San Francisco ha respinto la richiesta, confermando quanto già sentenziato dal tribunale in primo grado di giudizio ovvero che la controversia risulta conclusa dopo la sigla dell’accordo tra le parti e che non ci sono elementi di novità per poter rivalutare il caso.

I due fratelli, dunque, non avranno alcun diritto sull’azienda Facebook e la loro ultima speranza sembra essere quella di ricorrere alla Suprema Corte di giustizia, sebbene non sia chiaro se quest’azione sia nelle loro intenzioni. Intanto, i due gemelli si stanno allenando per partecipare alle olimpiadi di Londra 2012: chissà che, questa volta, il successo non sia tutto loro.

mer 13/04/2011 da Angelo Mosca

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