
Megaupload ha depositato presso la Corte Distrettuale statunitense le carte per chiedere l’archiviazione del maxi-caso di pirateria informatica istruito dal governo federale contro il famoso sito di file sharing e il suo fondatore, Kim Dotcom. ‘Megaupload è convinta che gli Stati Uniti non abbiano seguito le leggi,’ spiega il legale di Megaupload e di Dotcom, Ira Rothken, ai microfoni dell’agenzia di stampa AFP, aggiungendo che l’azienda che difende aveva sede ad Hong Kong.
‘Le leggi in questa istanza non consentono ad una società per azioni straniera di essere incriminata, poichè non aveva una propria sede negli USA,’ aggiunge poi l’avvocato. ‘Crediamo che la legge sia chiara sotto questo punto e per questo motivo chiediamo alla corte di chiudere il caso.’ I legali di Megaupload hanno presentato la loro mozione la scorsa settimana, chiedendo dunque l’immediata archiviazione delle accuse contro l’azienda e i propri dirigenti.
Il governo degli Stati Uniti accusa infatti Megaupload e i siti di file sharing ad esso collegati come Megavideo di aver incassato oltre 175 milioni di dollari e di essere costati ai detentori di copyright oltre 500 milioni di dollari offrendo copie pirata di film, show televisivi ed altri contenuti. Le autorità americane sostengono che Dotcom avrebbe guadagnato 42 milioni di dollari dai suoi siti di file sharing nel solo anno 2010.
‘La corte dovrebbe archiviare le accuse contro Megaupload per evitare ulteriori ingiustizie,’ si legge nelle carte depositate dall’azienda. ‘Megaupload ora si trova in uno stato di sospensione di cui non si vede la fine.’ L’azienda ha chiesto anche alle autorità di scongelare le risorse del sito web così da consentire all’azienda il pagamento dei 30 legali che hanno garantito gratuitamente la difesa dalla Nuova Zelanda agli Stati Uniti, ma anche ad Hong Kong, in Canada e in Europa.
Un’udienza per esaminare questa richiesta è stata fissata il 29 giugno presso la Corte Distrettuale USA nel Distretto Orientale della Virginia, nella città di Alexandria. Il verdetto del giudice potrebbe avere un impatto anche sulla successiva udienza per l’estradizione in programma il prossimo agosto ad Auckland. ‘Non c’è giustificazione per mantenere congelate le risorse di Megaupload e crediamo che la corte ci renderà disponibile una quantità ragionevole di risorse per pagare i costi di difesa,’ aggiunte Rothken. Le autorità USA hanno sequestrato 50 milioni di dollari appartenenti a Megaupload.
Dotcom e i suoi coimputati, arrestati in un raid dalla polizia neozelandese presso la villa di Auckland del magnate di Internet lo scorso 20 gennaio, smentiscono tutte le accuse e sono pronti a contrattaccare.
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