
Quando la tecnologia incontra la cultura nasce Google Art Project. L’iniziativa, firmata dal più famoso motore di ricerca, ha annunciato un aggiornamento, con l’aggiunta di migliaia di nuove opere in dozzine di nazioni, nel corso di una conferenza stampa tenutasi ieri all’Art Institute di Chicago, che da solo ha contribuito con 150 opere al sito.
Il progetto fornisce l’accesso a oltre 30mila immagini in alta risoluzione di dipinti, sculture e fotografie da 151 musei e altre istituzioni in 40 nazioni. Quando Google Art Project fu fondato, nel febbraio 2011, conteneva circa 1000 opere d’arte custodite in istituzioni come la Tate Gallery di Londra, il Metropolitan Museum of Art di New York City, gli Uffizi di Firenze e il Van Gogh Museum di Amsterdam.
‘Da ora in poi chiunque potrà visitare queste grandi istituzioni semplicemente con un click del mouse,’ dichiarò il presidente di Mountain View, Margo Georgiadis. ‘Questo progetto abbatte tutte le barriere e consente alle persone di studiare arte senza accorgersene.’
Questo progetto rientra nell’ambizioso impegno di Google a favore di tutti gli utenti che dispongono di un dispositivo connesso a Internet, per consentire loro di accedere all’intero archivio della conoscenza e della creatività umana custodito nelle biblioteche e nei musei di tutto il mondo.
La multinazionale californiana ha già realizzato le copie digitali di oltre 15 milioni di libri nel corso degli ultimi 15 anni, anche se, a causa delle restrizioni della legge sul copyright, può pubblicare online solo alcuni brani della maggior parte di essi. L’azienda ha anche eseguito scansioni di manoscritti e altri documenti contenuti in biblioteche pubbliche e accademiche. Ora, il lavoro si sposta sull’espansione della propria collezione artistica.
Google Art Project offre anche un tour virtuale di 46 musei utilizzando la tecnologia Google Street View. Grazie alla realizzazione di immagini di risoluzione superiore a 1 Gigapixel, la funzionalità di zoom consente agli utenti di entrare nei minimi dettagli delle opere che non sono visibili nemmeno ad occhio nudo. ‘All’interno delle gallerie, di certo i visitatori non possono andare così vicino,’ commenta Piotr Adamczyk, ingegnere di Google che fa parte del team che ha sviluppato questo progetto.
Google non ha reso noti i costi di questa sua iniziativa di mecenatismo nei confronti dell’arte. In ogni caso, avendo depositato in banca un tesoro di circa 45 miliardi di dollari, non dovrebbe essere un problema per la società poterselo permettere.
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