
Il fenomeno Facebook continua la sua inarrestabile crescita, 13 milioni di utenti ne fanno uso come fosse il loro pane quotidiano. L’insieme degli iscritti a Facebook in Italia coincide quasi con l’insieme dei naviganti sul web. I dati dell’Osservatorio Facebook di Vincenzo Cosenza, che si basa a sua volta sulle informazioni rilasciate da Facebook/Ads, parlano infatti di 21 milioni di utenti che popolano il social network di Mark Zuckerberg contro i 27 milioni totali di abitanti del web nella nostra bella Italia. Il sito web di reti sociali è il secondo sito più visitato al mondo, preceduto solo da Google.
Le cifre sono state rese note a seguito dell’ultima analisi sul social network prodotta dall’esperto di mercato digitale Vincenzo Cosenza.
Dall’indagine è emerso che la regione Lazio detiene il record di iscrizioni con 2,624 milioni di utenti registrati, a cui segue la Lombardia con 1.399 milioni, la Campania con 719 mila, il Piemonte con 428 mila e la Sicilia con 404 mila.
Il 20% degli utenti appartiene alla fascia di età 19-24, il 19% ha un’età compresa tra i 36 e i 45 anni. Inoltre dall’analisi risulta che il 53% è rappresentato dall’utenza maschile contro il 46% di quella femminile.
‘Il dato e’ impressionante – commenta Cosenza – se si pensa che Audiweb dice che nel giorno medio sono 13.9 milioni gli italiani che usano Internet. Infine dei 9 milioni che usano la rete da dispositivo mobile, ben 7,5 entrano in Facebook’.
Facebook è amato e odiato contemporaneamente, ma in ogni caso è diventato parte integrante del nostro quotidiano. Il social network blu è addirittura divenuto fondamentale in alcune cause di divorzio in USA.

In linea generale gli studiosi fanno sapere come l’abuso quotidiano dei media e della tecnologia abbia un effetto negativo sulla salute di tutti, bambini, preadolescenti e adolescenti, rendendoli più inclini ad ansia, depressione e altri disturbi psicologici.
Tendenza ad atteggiamenti narcisistici, comportamenti antisociali, manie, aggressività, effetti di isolamento dalla realtà, dalle famiglie, ossessività a rimanere connessi e perennemente in contatto con gli altri, aggiornare i contenuti personali della propria pagina: sono solo alcuni tra gli effetti negativi maggiormente riscontrabili tra i giovani. Alcuni studi hanno poi dimostrato come Facebook possa essere fonte di distrazione o avere addirittura un impatto negativo sull’apprendimento.
Gli effetti, però, non sono solo negativi. Per quel che riguarda gli aspetti positivi del social network c’è una maggiore inclinazione del giovane all’empatia ‘virtuale’ verso i propri amici online, o ancora, il privilegio che si riconosce a Facebook nell’agevolare le personalità più introverse nei rapporti sociali.
Ovviamente tutte queste considerazioni non sono attuabili in Cina, dove Facebook è bloccato.
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