Disgracebook: quando la moda è umiliarsi sul web

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Disgracebook

Se milioni di persone ogni giorno postano le migliori foto sul proprio profilo su Facebook, negli Stati Uniti si sta diffondendo la tendenza opposta: l’autoumiliazione pubblica con Disgracebook.

Disgracebook è l’originale social network concepito per tutti coloro che sono stanchi Facebook e amano prendersi un pò meno sul serio. Chi ‘frequenta’ Disgracebook è in genere alternativo, simpatico e scanzonato, di chi si gusta la vita così com’è!

Ti sei sbronzato? Prendi le tue foto peggiori e le posti su Disgracebook, condisci tuttocon un commento autoironico e vedi come reagisce la gente: esibizionismo sì, ma conta tanta autoironia.

In genere quando un social media cresce, spesso finisce per mutare fino a diventare qualcosa di diverso dalle iniziali intenzioni: è successo per Facebook, è successo per Twitter, succederà anche per Disgracebook: quello che doveva essere una piattaforma per autoironici, sta giá diventando contenitore di chi recita una parte, esibizionismo sì, ma spesso marcato da una vena bugiarda.

C’è chi si fotografa in una finta sbronza, chi racconta disastri al primo appuntamento, il tutto, a differenza di Facebook, senza alcun filtro: tutto può esser postato,visualizzato e votato, col rischio che un’idea originale diventi una gara a chi fa peggio.

E in questo clima mediatico sempre e comunque che fne fa la privacy? Autentico tabú del nostro secolo, ha avuto dapprima in mezzi come Facebook un temibile avversario. Ma per certi versi Disgracebook può fare anche peggio.

Guppi tematici demenziali, gente che posta video e foto imbarazzanti di sè stessi, utenti che raccontano frottole, questo è dunque il cugino dissacrante di Facebook, e si chiama Disgracebook.

ven 19/03/2010 da Fulvio Pennacchio in privacy.

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