Anche l’Italia ha il suo SOPA: è la legge Fava

SOPA in Italia si dice Fava. E’ questo, infatti, il nome della versione nostrana della legge contro la pirateria online che mette a rischio la libertà di espressione sul web, battezzata dal cognome del deputato della Lega Nord che l’ha presentata, Giovanni Fava. La denuncia arriva dal giurista esperto di libertà digitali Guido Scorza.
La cosiddetta ‘prima guerra digitale’, come è stata definita su Twitter da un hashtag molto popolare, apre dunque un fronte anche nel nostro Paese. Oggi un sito web può essere chiuso solo dall’autorità giudiziaria o amministrativa: la legge Fava, invece, prevede che ‘qualunque soggetto interessato’ (in primis, dunque, i detentori di diritti d’autore) possa chiedere ad un provider la rimozione di contenuti genericamente definiti ‘illeciti’ (o, quantomeno, ritenuti tali dal richiedente).
Una proposta che, secondo Scorza, ricalca, molto da vicino, il disegno di legge in discussione dinanzi al Congresso degli Stati Uniti (poi ritirato) che, nelle scorse ore, ‘ha provocato il più grande e riuscito sciopero della storia del web’. Gli effetti dell’approvazione di un ddl di questo genere potrebbero essere devastanti. A livello giuridico, sarebbe del tutto annullata la direttiva europea sul commercio elettronico che prevede che i provider siano ‘neutrali’.
A livello pratico, concederebbe ai detentori dei diritti uno strumento di censura potentissimo e totalmente arbitrario, con il rischio di bloccare completamente il funzionamento di qualsiasi sito, a partire da Google, YouTube, Facebook e così via. Anche qui in Italia, comunque, si promette battaglia: l’associazione Libertiamo, capitanata dal capogruppo di Fli alla Camera, Benedetto Della Vedova, promette battaglia in Parlamento e un contro-emendamento di abrogazione della legge Fava.
Intanto in America prosegue la vicenda Megavideo: i responsabili promettono battaglia in tribunale tramite l’avvocato Ira Rothken, con l’obiettivo di ottenere la restituzione dei domini e dei server sequestrati. Ma occhio ai millantatori: è comparso online il nuovo dominio megavideo.bz, segnalato però come sito di phishing.
lun 23/01/2012 da Fabrizio Corgnati in Censura online.

















