Tariffe telefoniche, costi sempre più alti: una norma mette ‘fuori causa’ i consumatori

Una nuova norma sulle tariffe telefoniche potrebbe portare i prezzi ad aumentare. Un meccanismo in cui i consumatori non avrebbero modo di difendersi: vediamo i dettagli sulla possibile rimodulazione.

Il 2023 si è aperto segnalando un tasso di inflazione sempre più alto, un dato che ha generato, e continua a farlo, preoccupazione nei consumatori italiani dato che questo rialzo ha toccato anche le tariffe telefoniche.

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Oltre all’aumento che ormai ben conosciamo si è aggiunta di recente una novità che toccano i costi di chiamata e servizi internet: ci riferiamo all’indicizzazione delle tariffe all’inflazione. Tale indicatore porta i prezzi a salire con il dato che aumenta ma il meccanismo non include il fattore ribasso quando l’inflazione si mostra in discesa.

Le cattive notizie per i consumatori non sono finite qui dato che questa formula non prevede la possibilità di andare ad esercitare il diritto di recesso. Il contesto, evidenziato da Segugio.it e dall’Osservatorio Tariffe, non è dei migliori e potrebbe vedere aumenti sempre più alti.

Tariffe telefoniche, arriva l’indicizzazione all’inflazione: ecco come funziona

I tanti consumatori italiani che sottoscrivono un contratto con un gestore telefonico vedranno alcune condizioni cambiare non solo in questi mesi ma anche nel 2024. A preoccupare in questo momento è l’adeguamento all’inflazione che dovrebbe essere inserito nel contratto che si andrà a stipulare, una postilla che non lascerebbe alcun margine di manovra agli utenti.

Tra le società che hanno già aumentato i prezzi troviamo Tim e WindTre. Nel caso di Tim, la società fa riferimento già all’Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato (Ipca) per gli Stati presenti nell’Unione Europea e quindi propone una misura dell’inflazione comparabile a quanto accade in Europa. La compagnia WindTre, invece, opera con l’indice Foi (indicatore dei prezzi al consumo per le famiglie di impiegati e operai) con la misurazione che si realizza sui consumi delle famiglie a cui fanno capo ad un lavoratore dipendente.

Da quanto analizzato da Segugio.it e dall’Osservatorio Sostariffe.it, i costi sia per Tim che per WindTre toccherebbero i 18 euro fino ad arrivare ai 35 euro all’anno. Questa stima è in proiezione del 2024 ed è realizzata prendendo come riferimento un tasso dell’inflazione uguale a quello segnalato per il 2023.

Dunque, da come vediamo la situazione sulle tariffe telefoniche non è affatto semplice. I consumatori già in questi mesi hanno visto i prezzi aumentare e pare che tale curva sia destinata a proseguire anche per il 2024 salvo aiuti che possono arrivare dallo Stato.