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Economia

PayPal, non posso pagare a rate: perché sono un cattivo pagatore?

Published by
Floriana Vitiello

Con PayPal non è possibile dilazionare i pagamenti ed effettuare i versamenti a rate: perché sono un cattivo pagatore? Scopriamone il motivo.

Paypal è un conto virtuale che permette di ricevere e inviare denaro in modo comodo, veloce e sicuro. Ad oggi, sono circa 250 milioni le persone che usano questo strumento per fare acquisti online. Il servizio è disponibile in oltre 200 mercati e con 25 valute differenti.

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Uno degli aspetti che hanno contribuito al successo di Paypal è sicuramente l’assenza di costi per l’apertura e la gestione del conto. Tuttavia, per alcune transazioni è previsto il pagamento di una tariffa. In particolare, per i pagamenti con carta in favore di un soggetto senza conto PayPal è previsto il versamento di una aliquota pari al 1,20% della somma di denaro, più una tariffa fissa. Mentre per le transazioni con QR Code pari o superiori a 10,01 euro, è previsto il versamento di un’aliquota pari allo 0,50% a cui va aggiunta una tariffa fissa.

Inoltre, grazie alla prepagata PayPal è possibile utilizzare il denaro accreditato sul conto corrente virtuale anche presso gli esercenti commerciali reali. L’attivazione della carta prevede il versamento di 9,90 euro ed è possibile svolgere operazioni di ricarica e prelievo e molto altro ancora.

Purtroppo però, con Paypal non è possibile rateizzare i pagamenti quando si è cattivi pagatori.

Paypal: come scoprire se sono un cattivo pagatore

Essere un cattivo pagatore significa non avere rispettato il rimborso di un finanziamento. In questo caso, l’istituto finanziario segnala il debitore come cattivo pagatore, presso la Centrale dei rischi della Banca d’Italia. Così facendo, qualsiasi altro intermediario finanziario potrà conoscere la poca affidabilità di colui che richiede il credito e decidere di non concederglielo, in virtù della suddetta segnalazione.

Per sapere se si appartiene alla categoria di cattivi pagatori e se si è stati segnalati al Crif è possibile consultare il database. In tal caso, è necessario che il soggetto interessato effettua una cosiddetta visura Crif. In questo modo, si riceve un documento in cui è possibile consultare la propria posizione e scoprire se si è stato segnalato come cattivo pagatore.

Ad ogni modo, la segnalazione al Crif non rappresenta un limite alla possibilità di ricevere credito. Tuttavia, può accadere che, in presenza di cattivo pagatore, l’intermediario finanziario possa chiedere garanzie superiori o innalzare la soglia di segnalazione.

É possibile essere cancellato dagli elenchi dei cattivi pagatori?

Dopo aver effettuato la visura Crif e aver scoperto di essere stato segnalato come cattivo pagatore, il soggetto ha la possibilità di chiedere la cancellazione dei propri dati. In questo caso, è necessario rivolgersi direttamente alla finanziaria o alla banca che ha effettuato la segnalazione.

Di fatto, il Crif prima di modificare in maniera automatica i dati del richiedente deve chiedere il riscontro proprio a chi ha effettuato la segnalazione.

Dunque, chi decide di effettuare la richiesta direttamente al Crif deve rispettare i tempi tecnici previsti, che richiedono l’esecuzione di una serie di controlli e verifiche piuttosto lunghe. Di fatto, si va da un minimo di 30 giorni ad un massimo di tempo non quantificabile, in caso di verifiche particolarmente articolate.

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