Scopriamo qual è l’iter da seguire per diventare caregiver e poter, così, ottenere i benefici legati a questa attività.
In Italia non esiste una vera normativa che disciplina la figura del caregiver. Si hanno informazioni generali dettate dall’Unione Europea, vediamo quali sono.
Il caregiver è la persona che assiste un familiare con invalidità. L’assistenza si realizza sia a livello di aiuto nel compimento delle azioni quotidiane – mangiare, lavarsi, vestirsi – sia a livello indiretto con riferimento a pratiche amministrative da sbrigare per l’assistito. I caregiver, dunque, compiono tutte le faccende e i servizi che il familiare non può svolgere in quanto invalido, non autosufficiente. I compiti sono numerosi, dalla cura dell’igiene personale alla preparazione e somministrazione dei pasti, dalla prenotazione di esami e visite mediche all’accompagnamento dell’assistito che deve fare terapie, dall’acquisto di farmaci alla somministrazione fino allo svolgimento di pratiche amministrative. Come viene tutelata l’importante figura del caregiver?
Per poter diventare caregiver occorre fare affidamento alla Legge 104 che tutela i bisogni delle persone con menomazioni fisiche e psicologiche. Non esiste, infatti, una vera normativa che definisca diritti e doveri di chi assiste. Un altro riferimento è alla direttiva europea del 2019 volta a garantire l’equilibrio tra attività professionale e vita familiare per i genitori e i prestatori di assistenza. Il problema, infatti, riguarda proprio la possibilità di riuscire a conciliare la vita lavorativa e personale del caregiver con le necessità frequenti e continue dell’assistito.
A tal fine i caregiver possono usufruire di tre giorni al mese di permesso dal lavoro retribuiti e di un congedo straordinario di due anni sempre retribuito (se l’invalidità del familiare è grave). Questi gli aiuti con la Legge 104. Grazie alla direttiva europea, poi, chi assiste può usufruire di un congedo di paternità di 10 giorni utilizzabile in due mesi, un congedo parentale di 11 mesi se genitore solo, un congedo fino a 9 mesi con indennità al 30% e di un congedo parentale per assistere un minore di 12 anni. Se il datore di lavoro dovesse ostacolare i congedi incorrerebbe in sanzioni.
Per i caregiver, poi, esiste la possibilità dettata dalla Legge 104 (articolo 6 bis) di poter richiedere lo smartworking o altre forme di lavoro flessibile nonché lo svolgimento dell’occupazione nella sede più vicina alla residenza.
Dato che una Legge disciplinante non esiste, per poter diventare di fatto un caregiver occorrerà dimostrare di assistere un familiare con invalidità riconosciuta da una commissione INPS e poi richiedere l’accesso alle prestazioni. Condizione necessaria è avere con l’assistito determinati gradi di parentela.
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