
La vicenda legata a Megaupload è ampiamente conosciuta. A gennaio, circa sei mesi da, il sito di Doctom è stato oscurato dall’FBI per aver ospitato illegalmente file protetti da diritto d’autore, con sommo sdegno della rete e di tutti quelli che amavano tenere delle copie di backup dei propri dvd originali, da allora non è più possibile usufruire del servizio offerto da Schmidt.
A febbraio, Dotcom ha ottenuto gli arresti domiciliari, ed è tornato nella villa del raid, dove ora passa il tempo a twittare una sorta di live-blog della sua condizione processuale, in attesa che la corte neozelandese si esprima sulla richiesta di estradizione negli Stati Uniti.
Ora Dotcom ha rilasciato un’intervista a 3news dove racconta come la polizia irruppe nella sua abitazione e su YouTube è possibile trovare un video di quella giornata, e del raid che la polizia svolse in casa di Schmidt.
Sembra di vedere le scene di un film poliziesco: l’elicottero sorvola rapido la campagna neozelandese, le immagini sono chiare ma di bassa qualità, delle voci distorte si scambiano informazioni telegrafiche. Superata una collina l’inquadratura viene occupata da una sontuosa villa di colore bianco, l’elicottero plana senza indugi verso lo spiazzo all’ingresso, praticamente deserto. Pochi istanti dopo quattro uomini armati e in divisa fanno irruzione nella villa.
Nelle riprese si vede un incredibile dispiegamento di cani poliziotto ed elicotteri ed è evidente l’estrema serietà con cui la polizia Neozelandese ha trattato il caso contro Schmidt. Un’operazione in grande stile, ritenuta però illegale dagli avvocati del guru di Internet.
A giugno un giudice della Corte Suprema, ha dichiarato “non validi” i mandati di perquisizione sventolati durante il raid. Secondo il giudice Helen Winkelmann, il mandato non consentiva il sequestro indiscriminato dei beni di Dotcom, in particolare dei suoi hard disk.
Durante l’udienza, Dotcom ha inoltre dichiarato di essere stato malmenato dalle truppe d’elite, nonostante si fosse presentato a mani alzate (nascosto, bisogna dirlo, in una stanza segreta al primo piano della villa), di aver ricevuto pugni in faccia, calci nelle costole e intimidazioni di vario tipo.
Ad ogni modo, quel che appare chiaro nel video è il dispiego di forze di polizia del tutto sproporzionato rispetto all’effettiva pericolosità dell’arrestato. In collaborazione con l’FBI, circa 70 agenti fecero irruzione in 10 differenti proprietà collegate al sito di file sharing. Un po’ esagerato non credete?!
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