
Ormai non passa giorno senza che si senta parlare di Wikileaks e la notizia di oggi è piuttosto interessante: il sito che sta mettendo fortemente in imbarazzo esponenti politici di tutto il mondo, spingendoli a prendere seri provvedimenti per tutelarsi, come hanno fatto gli Stati Uniti, è stato oscurato. Dalle 4 del mattino il dominio originario di Wikileaks è stato rimosso da EveryDNS.net. Ma subito si sono scatenate le ire del team di Assange, che su Twitter hanno imputato l’oscuramento agli Stati Uniti.
EveryDNS.net, è un provider che fornisce gratuitamente domini Internet, e ha affermato che la sua decisione è stata dettata del fatto che wikileaks.org è finita nel mirino dei pirati informatici.
E quindi il sito sarebbe stato oscurato perchè pare che sia stata violata la clausola in cui è esplicitamente dichiarato che: il membro non deve interferire con l’utilizzo o la fruizione del servizio da parte di un altro membro o con l’utilizzo e la fruizione di servizi simili da parte di un altro soggetto.
Quindi, sempre secondo quanto affermato da EveryDNS.net, Wikileaks.org, il cui fondatore, Assange, è adesso ricercato dalla polizia internazionale per l’accusa di stupro, essendo stato vittima di numerosi attacchi, che rischiavano di compromettere l’intera infrastruttura di EveryDNS.net, che gestisce l’accesso di altri 500.000 siti web, doveva necessariamente essere oscurato.
Ma Wikileaks non è stato escluso solo da EveryDNS.net, anche Amazon infatti gli ha sbarrato le porte, sostenendo che il sito avrebbe violato l’accordo previsto nel contratto, in merito all’uso responsabile degli strumenti, ed ha assolutamente negato che la decisione sia stata presa a seguito di decisioni politiche.
Ma nonostante tutti gli attacchi, Wikileaks ha mostrato di avere molti alleati e sostenitori, infatti, secondo indiscrezioni, il sito accessibile adesso solo tramite un indirizzo IP, avrebbe trovato ospitalità presso un server che opera da un bunker sotto una montagna della Svezia.
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