WikiLeaks: Julian Assange libero, rifiutato il ricorso della Svezia

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assange libero su cauzione

Il giudice Ousley, della corte londinese, ha deciso di non accettare il ricorso presentato dalla Svezia che si era opposta alla libertà su cauzione per Assange e così finalmente l’uomo può tornare libero, ma con delle restrizioni. Julian Assange infatti, sarà libero, ma dovrà indossare un braccialetto elettronico e rispettare un’altra serie di regole poste come condizione per la concessione della libertà su cauzione. Nel frattempo sono stati anche raccolti i soldi per pagare la cauzione di Assange: 240mila sterline in contanti.

Molti hanno dato il loro contributo per raccogliere il denaro, tra cui i i registi Michael Moore e Ken Loach, in quanto Assange da solo non avrebbe potuto pagarsi la cauzione, visto che l’uomo non ha più accesso al suo conto.

L’uomo accusato di stupro, o meglio per aver avuto un rapporto sessuale senza aver indossato il preservativo, è stato condotto in tribunale con tutti i sistemi di controllo riservati ai criminali più pericolosi: in manette e chiuso all’interno di un furgone blindato con vetro antiproiettile, è giunto alla Corte di Londra.

Secondo la procura britannica, Assange sarebbe dovuto rimanere in carcere, perchè il rischio di fuga è alto e perchè i suoi sostenitori sono troppi e a loro volta stanno commettendo troppi atti criminosi, che hanno addirittura portato al blocco dei siti di Visa e MasterCard.

Gli avvocati hanno inoltre affermato che neanche la casa di Vaughan Smith, il capo del Frontline Club dove risiederà adesso Assange, è così sicura e a prova di fuga.

I difensori del padre di Wikileaks che ha svelato segreti di rilievo internazionale, tra cui il pensiero espresso dagli americani a proposito del decreto Romani, che secondo loro è solo un modo che offrirà a Berlusconi la possibilità di tenere sotto controllo internet, hanno invece affermato che Julian Assange non si è mai nascosto, in quanto era al Frontline Club, un posto pieno di giornalisti ed era a disposizione degli avvocati.

Nel corso dell’udienza, che è durata circa 90 minuti, il giudice ha vietato l’uso di Twitter da parte dei giornalisti e di tutti i presenti in aula, mentre fuori erano ad attendere il verdetto centinaia di sostenitori giunti da tutto il mondo grazie all’appello lanciato proprio dal sito di WikiLeaks.

Nel frattempo Washington è alla ricerca di nuove prove per incrimare Assange. L’accusa di stupro infatti, risulta troppo debole per cercare di tenere in carcere l’uomo che è addirittura riuscito a destabilizzare gli equilibri politici mondiali.

Secondo quanto emerso dal New York Times, probabilmente gli inquirenti stanno cercando di trovare qualche prova che testimoni una qualche collusione nei contatti tra Assange con Bradley Manning, il militare americano accusato di aver materialmente rubato i documenti secretati dagli archivi militari e di averli poi girati a WikiLeaks.

In questo modo, sarebbe possibile dimostrare che Assange ha avuto un ruolo attivo e non si sia semplicemente limitato a ricevere le notizie che ha pubblicato su Wikileaks e quindi potrebbe essere accusato di cospirazione nella fuga di notizie.

Nel frattempo, Hillary Clinton, ha annunciato la nomina di un coordinatore per la sicurezza informatica, che avrà il compito di garantire la protezione del materiale secretato o considerato confidenziale.

ven 17/12/2010 da sefra

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