
Wikileaks torna a parlare dell’Italia. Dopo le rivelazioni in merito all’incapacità da parte del governo Belusconi circa le modalità di gestione dei flussi di immigrati che arrivano in Italia, il sito, che sta rivelando scottanti segreti sugli esponenti politici di tutto il mondo, diffonde nuove informazioni su Berlusconi e i rapporti con leader politici, tra cui Gheddafi, Mubarak e Ben Ali. Secondo quanto dichiarato dagli americani e diffuso da Wikileaks, Silvio Berlusconi è molto affascinato dai leader assertivi, e pare facilmente influenzabile da dittatori e tiranni che inevitabilmente influenzano anche la politica estera italiana. Gli Stati Uniti guardano dunque con molta attenzione e con non poca preoccupazione agli intrecci pericolosi che Berlusconi sta creando con leader despoti, con i quali sembra avere alcuni interessi in comune.
Nel corso di questi anni dunque, sono stati gelosamente custoditi una serie di documenti in cui gli Stati Uniti, dopo aver illustrato i motivi per cui conviene tenersi come alleato Silvio Berlusconi nonostante i pasticci di cui si è reso protagonista, analizzano attentamente i rapporti di Silvio Berlusconi con alcun leader politici, rapporti definiti dagli stessi americani come: ‘vecchi amici, nuovi affari’.
Berlusconi, Mubarak e Ben Ali
L’ambasciatore americano con sede a Roma, racconta nei documenti inviati in USA, che Mubarak e Berlusconi, dopo cena si divertivano a raccontare i simpatici incontri avuti con quel pazzerello di Gheddafi, mentre in occasione dell’incontro tra il Premier italiano, che tra l’altro, secondo Wikileaks sta cercando di avviare una vera e propria operazione di censura ai danni di internet, lasciava a Frattini la gestione delle faccende noiose, mentre lui preferiva occuparsi del sexier portfolio, dimenticando quindi gli interessi nazionali. E sempre in occasione dell’incontro con Ben Ali, Berlusconi raccontava barzellete su Obama e sul Papa e si era fatto accompagnare dal tunisino Tarak Ben Ammar, che secondo l’amministrazione statunitense è un consigliere di lunga data di Berlusconi, un suo socio in affari.
Mubarak e Berlusconi addomesticano Gheddafi
In un altro documento, gli ambasciatori americani raccontano che Berlusconi e Mubarak si complimentano a vicenda per essere riusciti ad addomesticare l’indomabile Gheddafi. Ma gli Stati Uniti hanno sempre guardato con molta preoccupazione agli incontri tra Italia e Libia, che appare sempre più devastata dalla rivolta, e dichiarano che pur discutendo solo in termini generici, si fanno dei graziosi doni: il Presidente del Consiglio ha promesso che restituirà la statua della Venere di Cirene e Gheddafi gli ha regalato un moschetto dell’occupazione italiana, una provocazione che Berlusconi sembra non capire, visto che dispensa complimenti e loda l’esperienza del Colonnello mentre pensa a quali opportunità di business potrebbero esserci per l’Italia a Tripoli.
Berlusconi e Putin: uno strano rapporto
Gli americani guardano con perplessità all’amicizia tra Putin e Berlusconi e in occasione di un incontro tenutosi nel 2002, gli americani raccontano che Putin ha telefonato a Bush in presenza di Silvio Berlusconi per chiedergli di accellerare le varie trattative, così da poter firmare il trattato Nato-Russia durante il summit di Pratica di Mare. Ma cosa che lascia ancor più perplessi gli americani, è quando Berlusconi chiede di inoltrare una richiesta personale a Bush: considerare Putin come parte della famiglia della Nato. Ma la cosa interessa di più a Putin o a Berlusconi?
Berlusconi troppo accondiscendente con i dittatori
Una delle cose che veramente piace poco agli americani, è la troppa accondiscendenza con cui Berluconi tratta i dittatori, mettendo da parte con troppa facilità i diritti umani. E in occasione dell’incontro di Berlusconi con Lukashenko, invitato a cena dal Premier nel 2009, si scatena una vera e propria bufera diplomatica, che Frattini cerca di placare dichiarando agli americani che durante l’incontro i due hanno parlato anche di diritti umani. Peccato però che lo stesso Lukashenko abbia smentito la dichiarazione. Gli americani accusano inoltre Berlusconi di aver deciso da solo senza consultare l’Europa, di rompere l’isolamento sia con Lukashenko, sia con Mubarak.
Tremonti e il dopo Berlusconi
Gli Stati Uniti sanno di poter contare sulla collaborazione di Frattini e La Russa, ma i due spesso si sono scontrati con i veti economici posti da Tremonti, considerato dagli americani come un uomo della Lega che mira ad ereditare il ruolo politico di Berlusconi. E anche se piace agli ambasciatori perchè blocca le azioni populiste del Cavaliere, non piace per come affronta le crisi. E allora si pensa ad un possibile contrappeso di Tremonti, che secondo Francesco Galietti potrebbe essere Mario Draghi, definito un leale collaboratore del ministro dell’Economia. Ma Wikileaks, che in passato ha accusato i politici italiani di impegnarsi poco nella lotta contro mafia e camorra, ha svelato che in un colloquio riservato con alcuni esponenti politici statunitensi, Draghi non ha accettato complimenti e lusinghe da parte degli americani e si è rifiutato di fare qualsiasi commento su Tremonti.
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