
Dopo le rivelazioni scottanti degli ultimi giorni che hanno investito leader politici di mezzo mondo, c’era da aspettarsi che qualcosa si muovesse dal punto di vista legale. Ed infatti, proprio nelle ultime ore, l’Interpol ha emesso un mandato di cattura internazionale ai danni di Julian Assange, leader di Wikileaks, già ricercato dalle autorità svedesi per l’accusa di stupro e violenza sessuale che pende sul suo capo. Intanto la madre di Assange si dichiara angosciata per la sorte del figlio.
Scatta la caccia a Julian Assange, l’attivista australiano leader di Wikileaks, su cui pende un mandato di cattura internazionale emesso nelle ultime ore dall’Interpol. Assange è già ricercato dalle autorità svedesi in merito all’accusa di stupro e violenza sessuale sollevata a suo carico, ma risulta introvabile già da diverse settimane.
Dal canto suo, l’attivista sostiene che tutte le accuse legali sollevate contro la sua persona siano soltanto fango che le autorità statunitensi vogliono gettare contro la sua immagine, per offuscare l’importanza delle rivelazioni di Wikileaks. Nonostante ciò, incurante della campagna mediatica contro il suo sito e la sua persona, Assange ha rivelato che ben presto, probabilmente all’inizio dell’anno prossimo, attraverso il suo sito verranno pubblicati ulteriori documenti scandalo su due importanti banche statunitensi che verranno condotte, probabilmente, al fallimento dalle rivelazioni stesse.
Intanto la madre di Julian Assange, Christine, si dice angosciata per il mandato di cattura internazionale emesso ai danni del figlio. Preoccupata per le e sorti di Julian, infatti, la donna ha confermato dal Queensland, Australia, che molte rivelazioni fatte dai media sul suo conto e su quello del figlio risultano assolutamente infondate.
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