Twittomelie, il sermone sbarca su Twitter

Vi è mai capitato di assistere in chiesa ad un lungo, interminabile e noiosissimo sermone? Il cardinale Gianfranco Ravasi, ministro vaticano della cultura, lancia la soluzione: le omelie via Twitter, o Twittomelie. La sfida è quella di condensare il messaggio della predica in appena 140 caratteri.
Il cardinal Ravasi è un veterano di Internet e dei social network (ha recentemente promosso un incontro internazionale dei blogger cattolici in Vaticano), ma l’idea originale viene però dalla Francia, dal vescovo Hervé Giraud, che per primo ha avuto l’intuizione di scrivere su Twitter le sue omelie.
Certo, le possibilità di approfondimento sono limitate, ma non così il pubblico: il sito di microblogging più famoso del mondo consente infatti di raggiungere milioni di persone, molte delle quali giovani e magari non frequentatori delle parrocchie.
Questa novità si inserisce in un più generale problema sulla comunicazione della Chiesa, già sollevata dello stesso Ravasi in una conferenza stampa organizzata dal Centro di San Luigi dei Francesi a Roma, in cui dichiarò che le omelie moderne ‘rischiano di diventare parole insignificanti’.
Un prete di Verona, don Mario Masina, ha raccolto l’indicazione pubblicando (proprio online) un manuale della buona omelia: ‘Il buon senso suggerisce che in condizione di normale assemblea domenicale, non si debba andare oltre i dieci minuti. Se meno, meglio ancora.’ E ora che le omelie sono su Twitter, meno di così…
lun 09/01/2012 da Fabrizio Corgnati

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