
Il più famoso sito di microblogging del mondo, Twitter, sarebbe così concentrato sugli incassi pubblicitari da arrivare al punto di imporre severe restrizioni ai propri partner sviluppatori. Essenzialmente, Twitter vuole stringere maggiormente il controllo sui propri utenti, così da stringere anche il controllo sul modo in cui visualizzano gli annunci pubblicitari.
Attualmente, molti utenti di Twitter sfruttano infatti il servizio attraverso applicazioni alternative come TweetDeck, che forniscono alcune particolari ed esclusive funzionalità extra, piuttosto che collegarsi direttamente su Twitter.com. Questa situazione potrebbe presto cambiare. Mark Suster, un venture capitalist, spiega: ‘Twitter vuole diventare una media company, come Facebook, e crede che il modo migliore per farlo sia di controllare strettamente quando e dove le persone possono accedere ai loro contenuti.’
Ma ‘i loro contenuti’ sono in realtà i vostri contenuti, se siete uno degli oltre 500 milioni di utenti attivi che forniscono il 100% di ciò che viene scritto su quel media. In realtà, Twitter non diventerà un giardino recintato scollegato dal web aperto. Ma i dirigenti dell’azienda credono che il modo migliore di attrarre le pubblicità delle grosse aziende e di creare così incassi importanti sia quello di adottare un ecosistema chiuso, simile a quello di Facebook, nel quale gli utenti accedono al servizio soprattutto attraverso il sito e le app mobile ufficiali dell’azienda, piuttosto che attraverso client di terze parti.
Altrimenti, l’azienda dovrebbe continuare ad avere a che fare con la frammentazione di diversi servizi e lavorare con i partner delle API per far sì che le pubblicità vengano mostrate nel modo appropriato. Questo sarebbe un compito sempre più impegnativo, dal momento che fonti vicine ai piani di Twitter sostengono che l’obiettivo sia proprio quello di introdurre una serie di nuovi servizi nello stream di Twitter, dalla possibilità di prenotare un ristorante a quella di acquistare elementi per giocare ad alcuni videogame.
Per gli sviluppatori che lavorano con le API di Twitter, che l’azienda da tempo promette che rimarrà una ‘piattaforma aperta’, questo fatto è simile ad un tradimento, sia dal punto di vista commerciale che a livello filosofico. ‘Twitter è diventato un elemento critico della nostra infrastruttura di comunicazione grazie alle loro promesse sul modo in cui opereranno,’ ha dichiarato Nova Spivack, creatore di Bottlenose, un social dashboard che si affida all’API di Twitter. ‘La questione ora è se continueranno ad essere responsabili verso i nostri dati e quell’ecosistema, o se lo abbandoneranno in favore di un business chiuso.’
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