
Su Internet, parrebbe proprio che l’ondata di antipolitica e il crescente distacco dei cittadini italiani dai partiti non si sentano. Almeno, stando ai numeri di Twitter. Da quando i social network sono diventati uno strumento di comunicazione alla portata anche dei nostri rappresentanti in Parlamento, infatti, le cifre dei loro account sono esplose.
Pierluigi Bersani, segretario del PD, conta circa 91mila follower; Antonio Di Pietro, dell’IDV, quasi 90mila; Pierferdinando Casini, leader dell’UDC, 39mila; Angelino Alfano, del PDL, 15mila; Nichi Vendola, di SEL, addirittura 166mila. E dire che i loro tweet non sembrano essere particolarmente imperdibili.
Qualche esempio? Bersani scrive: ‘Bisogna fare una scommessa assieme’, Casini monita: ‘I partiti devono cambiare: meno demagogia e populismo, più serietà!’, Alfano racconta: ‘Sto per iniziare una riunione sulle amministrative di Palermo’. Davvero migliaia di italiani sono diventati d’improvviso talmente interessati ai politici da non volersi perdere informazioni di questo tipo?
A ben guardare, c’è chi ha qualche dubbio in merito. Come la rivista L’Espresso, che ha deciso di vederci chiaro sui fan dei politici italiani sui social network, vista l’esistenza ormai acclarata di mercati nascosti di follower per gli account dei VIP. E i risultati sono piuttosto sorprendenti.
Se si prende ad esempio Bersani, analizzando i suoi ultimi 10mila follower si scopre che 7620 di questi non hanno inserito una descrizione biografica e che 3051 non hanno pubblicato nemmeno un tweet. Esistono davvero o si tratta di account creati ad hoc per rimpolpare l’account del numero uno dei democratici?
Lo stesso vale anche per i suoi colleghi: 3600 degli ultimi diecimila follower di Vendola non hanno mai twittato e 7020 sono senza bio; per Di Pietro questi paroli sono pari a 3283 e 7860 rispettivamente. Ancor più curiosa, in quest’ultimo caso, è il tasso di crescita dei follower, che nel mese tra l’8 gennaio e il 7 febbraio è stato costantemente ed esattamente di 301 utenti al giorno. Difficile pensare che si tratti solo di una coincidenza.
Condividi questo articolo con i tuoi amici di Facebook