Privacy
Google, multa simbolica per Street View

E’ iniziato tutto due anni fa, nel 2012, quando Google è stata accusata di aver ‘catturato’ dati personali provenienti da reti Wi-Fi private, durante le rilevazioni fotografiche effettuate dalle vetture di Street View. La FCC (Federal Communications Commission) ha riconosciuto non colpevole Big G, ma l’ha multata per 25.000 dollari per aver ostacolato le sue indagini.
Bliss Control, servizio gratuito per gestire i social network con facilità

Bliss Control è un pratico sito web che consente di gestire facilmente tutte le impostazioni dei social network, cui siete iscritti, in un’unica pagina, in maniera semplice, gratuita ed alquanto elementare.
FamilyLeaf, social network per la famiglia

I fondatori di FamilyLeaf si chiamano Mehta e Wesley Zhao e si conoscono da quando frequentavano la quarta elementare. I due trovavano imbarazzante aggiungere genitori, zie e zii su Facebook, ma allo stesso tempo erano consci di quanto fosse importante mantenere i rapporti di famiglia, ricordare date di compleanni, anniversari, ecc. Per questo hanno pensato a creare un nuovo social network dedicato esclusivamente alla famiglia.
La password di Facebook in cambio del posto di lavoro: accade negli USA

Quando Justin Bassett è stato chiamato a partecipare ad un colloquio di lavoro, si aspettava le solite domande sulle sue esperienze precedenti e sulle sue referenze. Ma è rimasto scioccato quando l’intervistatrice gli ha chiesto invece il suo username e la sua password di Facebook.
Il profilo di Facebook richiesto al colloquio di lavoro negli USA

Il profilo di Facebook sta diventando sempre di più un punto di riferimento non solo per gli utenti di internet che amano condividere online i loro contenuti, ma anche per chi si trova a valutare un candidato ad un colloquio di lavoro. E’ proprio questo almeno ciò che accade negli Stati Uniti, dove i potenziali datori di lavoro richiedono di poter accedere al profilo personale sul social network di Mark Zuckerberg.
Privacy policy Google, ecco come difendersi

A partire dal 1 marzo Google ha adottato la tanto discussa privacy policy, i risultati delle nostre ricerche (su google) potrebbero cambiare a seconda dell’utente, dell’indirizzo ip o, molto più semplicemente, in base alle informazioni che Big G avrà su di noi.
Quella che viene chiamata ‘esperienza più semplice ed intuitiva’ si potrebbe interpretare anche come uso incrocio dei nostri dati personali presenti sulle varie piattaforme di Google (gmail, google+, YouTube, googleMaps, Picasa, ecc,).
Google, nuova policy sulla privacy entra in vigore

Le nuove norme di Google permetteranno di combinare le varie informazioni rilasciate dagli utenti nei diversi servizi forniti (da Gmail a YouTube) nella logica di far vivere all’utente una singola esperienza attraverso le diverse piattaforme, ma anche con l’obiettivo dell’azienda di consolidare in una sola le norme di oltre 60 servizi specifici. Le nuove regole di Google però non piacciono all’Europa, secondo le autorità dei 27 paesi membri dell’Unione Europea, sarebbero contrarie alle norme europee sulla privacy.
I candidati per un lavoro si scelgono anche su Facebook

Facebook e lavoro: un binomio dagli effetti piuttosto evidenti. Il popolare social network non solo serve per trovare un lavoro, ma è anche utile ai possibili datori di lavoro per scegliere i candidati più adatti per determinate mansioni. Facebook infatti potrebbe essere anche più preciso dei tradizionali test di personalità per riuscire a prevedere quali possono essere le nostre performance sul posto di lavoro. Lo ha dimostrato uno studio dell’Università dell’Illinois. Basta osservare come siamo su Facebook, per capire come saremo sul posto di lavoro.
Google spia gli utenti che navigano con Safari?

Google e altri gestori di pubblicità online avrebbero bypassato le impostazioni sulla privacy di Safari, il browser utilizzato sui dispositivi Apple, per raccogliere dati su milioni di utenti. La denuncia è stata lanciata dal Wall Street Journal, secondo il quale le aziende avrebbero utilizzato un codice speciale che induce il software a consentire il monitoraggio delle abitudini di navigazione di molti utenti.
OneShar, messaggi usa e getta per proteggere la privacy

Vi siete mai chiesti se le email private che inviate ad amici e conoscenti fidati vengano cancellate o se quelle informazioni riservate restino memorizzate nelle loro caselle, consentendone la lettura a chiunque vi metta le mani sopra? Da oggi c’è un servizio web che pone rimedio a questo problema. Si chiama OneShar e sembra tratto di peso da Mission Impossible.














