Steve Jobs napoletano? La ‘fiaba amara’ di Antonio Menna fa boom di clic

E’ forse il tributo più originale a Steve Jobs, dopo la sua morte avvenuta a soli 56 anni. Di certo, uno dei più famosi, almeno in Italia. Opera di Antonio Menna, 42enne giornalista o, per usare le sue parole, ‘precario della comunicazione’, che sul suo blog si è inventato la fiaba dello Steve Jobs napoletano, raggiungendo in un giorno e mezzo ben 130mila visite.
La storia narrata dal giornalista partenopeo, che lui stesso definisce ‘una fiaba amara e provocatoria’ prende le mosse dalla realtà dura del capoluogo campano. Cosa sarebbe successo, ipotizza, se il genio della Apple, invece che in California, fosse nato a Napoli? ‘Mettiamo che Steve Jobs sia nato in provincia di Napoli. Si chiama Stefano Lavori. Non va all’università, è uno smanettone. Ha un amico che si chiama Stefano Vozzini. Sono due appassionati di tecnologia, qualcuno li chiama ricchioni perché stanno sempre insieme.’
Il risultato, secondo Menna, sarebbe che anzichè creare un computer rivoluzionario, il nostro Stefano Lavori avrebbe finito per dover abbandonare il garage dei suoi genitori, su consiglio del padre: ‘Guaglio’, libera questo garage, ci fittiamo i posti auto, che è meglio’. Conclude amaro Menna, ai microfoni del Corriere della Sera: ‘In questo scenario, l’invito di Steve Jobs ai giovani di Stanford ‘Siate affamati, siate folli’ mi suona strano, impossibile da seguire.’
Leggete la storia dal titolo Se Steve fosse in provincia di Napoli
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lun 10/10/2011 da Fabrizio Corgnati in Steve Jobs.

















