
Dimmi chi ti piace, piacerà anche a me. E’ questo il comportamento degli utenti dei social network, secondo uno studio condotto dai ricercatori della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste e che sarà pubblicato questa settimana sulla rivista specializzata Proceedings of the National Academy of Sciences. In gergo si chiama teoria dell’equilibrio di Heider, dal nome dello psicologo che negli anni ‘50 la formulò.
In parole povere, questa teoria spiega come gli individui appartenenti ad un gruppo, per evitare attriti e situazioni conflittuali, tendano ad adottare scelte conformiste, adeguandosi agli amici o agli opinion leader. E questo capita anche sui social media: se un amico apprezza una persona o un elemento, è molto probabile che lo farò anch’io; viceversa, se pubblicherà commenti negativi, la reazione sarà quella di associarsi.
Sono queste le relazioni la cui costituzione è più probabile all’interno di una comunità sociale, perchè più stabili: ‘gli amici dei miei amici sono miei amici’, ‘i nemici dei miei amici sono miei nemici’, ‘gli amici dei miei nemici sono miei nemici’ e ‘i nemici dei miei nemici sono miei amici’. I matematici lo hanno verificato esplorando le connessioni tra gli utenti di Epinions (i cui utenti si scambiano giudizi sui prodotti), Slashdot (dedicato alla tecnologia) e WikiElections (la rete interna di valutazioni degli amministratori dell’enciclopedia libera online Wikipedia).
Questi social network sono stati scelti al posto del più famoso Facebook perchè permettono di dare giudizi non solo positivi, ma anche negativi. I risultati sono perfettamente in linea con la teoria di Heider: ‘Abbiamo studiato la mappa delle interazioni tra le persone in tre comunità digitali,’ spiega Claudio Altafini, autore dello studio insieme a Giuseppe Facchetti e Giovanni Iacono. ‘Dalla nostra analisi emerge chiaramente che le situazioni stressanti dal punto si vista sociale tendono ad essere evitate. La teoria di Heider non era mai stata verificata su così larga scala.’
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