Privacy social network: come proteggere i dati personali sul web

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Socialnetworking sites

Le reti sociali non moriranno tanto presto; probabilmente, quasi tutti quelli che stanno leggendo questo articolo hanno un account Facebook o con altri social network. E’ il nuovo modello di comunicazione con il quale gli esseri umani hanno imparato a interagirei, e probabilmente sarà così ancora per i prossimi anni a seguire, visto li successo planetario che sta aumentando esponenzialmente. E la consapevolezza di tutto questo probabilmente, riesce a rendere ancora più indigeste le procedure invasive applicate dalla maggior parte dei social network. Vorremmo che queste pratiche irritanti venissero fermate, che la privacy sui social network fosse tutelata, sperando che la situazione non peggiori, ma come? Cancellandosi da siti e social network? Sbarazzandosi dei pc e andando a vivere nei boschi? Ecco alcune operazioni che, per iniziare, devono essere evitate dagli internauti.

Dover proteggere le informazioni private con altre informazioni ancora più riservate

Social network privacy

Recentemente molti utenti di Facebook hanno ricevuto una notifica simile a questa:

Privacy facebook

Se Facebook vi comunica che le vostre informazioni personali non sono al sicuro, è il caso di preoccuparsi, essendo uno dei pochissimi luoghi virtuali in cui ci si presenta, nella maggior parte dei casi, con la propria vera identità. Ovviamente non volete che degli sconosciuti guardino di nascosto le foto imbarazzanti in cui i vostri amici vi hanno taggato, giusto? Di conseguenza vi verrà voglia di cliccare sul pulsante ‘Increase protection’. Ma come può Facebook fare in modo che solamente voi possiate accedere alle vostre informazioni riservate? Verificando la vostra identità, ovviamente, e chiedendovi, quindi informazioni ancora più riservate.

Facebook informazioni riservate

Ed ecco il paradosso dell’era del social networking: è come una banca che afferma di non poter chiudere a chiave il suo caveau a meno che non ci mettiate dell’altro denaro. Prima Facebook chiede di inserire un secondo indirizzo email, nel caso in cui qualcuno dovesse appropriarsi del primo cambiandone la password proprio quando dovete annaffiare i vostri campi di grano virtuali, poi vi chiede il vostro numero di telefono.

Update security facebook

Magari voi non avete informazioni riservate su Facebook, ma dopo aver seguito questa procedura le avrete sicuramente, e bisogna solo sperare che il sito non abbia falle nel suo sistema di sicurezza. Ah, inoltre, se avete Facebook Mobile, seguendo questa procedura, a quanto pare è molto semplice postare per sbaglio il numero di cellulare sul profilo pubblico, come numerosi utenti hanno scoperto dopo essere stati contattati dagli amici, che chiedevano se fossero diventati improvvisamente pazzi. Comunque, per consolarvi, sappiate che gli addetti alla Facebook Privacy Policy stanno cercando un nuovo modo per presentare regole che siano più chiare e trasparenti. Vedremo. Questo per quanto riguarda Facebook, ma, ogni altro sito concorrente farebbe probabilmente lo stesso. Anche Gmail ha iniziato a chiedere i numeri di telefono per poter recuperare le password dimenticate, e se avete un account Gmail, potete scorrere dall’alto in basso la pagina e vedere questo:

Gmail attività pagina

Cliccate su ‘Details’e troverete una lista di tutti i luoghi da cui è stato recentemente effettuato un accesso al vostro account. La cosa può anche essere interessante perché vi permette di sapere se qualcuno, dalla Corea del Nord, in questo momento sta leggendo le vostre email, l’unico problema è: vi ricordate di aver mai dato il permesso a Gmail di rendere pubblico il luogo da cui vi connetete, per proteggervi? Probabilmente no, perché non vi è mai stato chiesto.

Sapere dove siete, che vi piaccia o no

Target social network

Ci sono due importanti motivi per cui annunciare costantemente la propria ubicazione su internet non è una brillante idea: il primo è che si corre il rischio di diventare un facile bersaglio per i ladri, il secondo motivo è che la cosa è veramente seccante. I social network location-based sono costellati di informazioni private, e non si ha nemmeno bisogno di fare niente perché questo accada. Se, per esempio, state usando Foursquare, e il vostro account è connesso a Twitter, quando i vostri amici si registreranno nello stesso luogo in cui vi trovate voi, i loro post segnaleranno automaticamente che hanno la vostra stessa ubicazione. Anche se provate a configurare il vostro profilo in modo che la vostra ubicazione sia visibile solamente ai vostri amici, è ancora possibile che chiunque scopra il vostro user name riesca sapere quali sono i vostri posti di ritrovo abituali, o che il vostro nome appaia nella pagina di un posto dove siete stati. Ma questo è lo scopo di siti come Foursquare, giusto? Far sapere alla gente dove siete, quindi se la cosa vi crea problemi, la soluzione più ovvia sarebbe non usarli. Questo però è un discorso che può funzionare per Foursquare, ma non molto per Facebook Luoghi. Come funziona Facebook Luoghi? Quando Facebook vi propone di usare questa applicazione avete due opzioni: ‘Sì’ e ‘Non ora’. Se cliccate ‘Non ora’, pensate che l’applicazione non sia stata attivata, ma in realtà la state usando: permette ai vostri amici di taggavi ovunque, e, anche se non volete essere taggati, continuerete a esserlo in futuro. Anche Firefox e Chrome, con applicazioni di geolocalizzazione attivate in automatico, usano reti wireless per fare triangolazioni della vostra posizione e fornirvi risultati di ricerca personalizzati, ma almeno Firefox e Chrome vi permettono di disattivare questa applicazione.

Apple location aware ads

Recentemente la Apple ha aggiornato le sue politiche di privacy, così possono essere creati annunci pubblicitari ad hoc, a seconda del luogo in cui ci si trova. Se non siete d’accordo con le nuove politiche Apple, non potete usare i loro prodotti. Semplice.

Leggere e censurare i vostri messaggi privati

Censura messaggi web

Probabilmente già sapete che Google ha usato le vostre email per creare pubblicità personalizzate. Come quando scansiona i vostri messaggi e le vostre chat alla ricerca di parole chiave e, subito dopo, vi mostra annunci basati proprio sul contenuto delle vostre conversazioni. Era stato tutto spiegato chiaramente nella policy sulla privacy, ricordate?

Privacy policy google

Il software Gmail ha filtri per prevenire spam e virus, ma invece di proteggervi, vogliono farvi comprare robaccia. Ecco perché, ogni volta che volete andare in vacanza, Gmail vi mostrerà, per esempio, pubblicità sui più economici biglietti aerei. I filtri funzionano in modo stranamente specifico: provate a spedirvi un’email con brani tratti delle canzoni degli U2 e Gmail vi mostrerà proprio la pubblicità dei biglietti per prossimo concerto della band. gli utenti Gmail non possono disattivare quest’opzione, l’unico modo per impedire a Google di trasformare le vostre conversazioni in messaggi pubblicitari è di menzionare ripetutamente parole come ’suicidio’, ‘omicidio’ o ‘9/11′ nel corpo dell’email, ma, a meno che non vogliate la più inquetante firma email del web, non è una soluzione molto utile. Comunque, se la cosa può consolarvi, nessun essere umano legge effettivamente i vostri messaggi, il compito è affidato a computer.

Facebook message failed

Come al solito Facebook porta le cose a un altro livello. Nel 2009 The Pirate Bay aggiunse un’applicazione per condividere i link torrent attraverso le reti sociali; Facebook reagì proibendo agli utenti di mettere collegamenti al sito, anche nelle conversazioni private. Secondo loro che non è molto diverso dalla procedura applicata dai provider che filtrano le email spazzatura, ma questi provider almeno permettono di leggere le email e di scegliere se rispondere o meno alla richiesta di aiuto di un principe nigeriano in difficoltà. Facebook, semplicemente, impedisce di inviare il messaggio, mostrando la notifica che vedete sopra: ‘Message failed’, a questo punto viene da chiedersi cosa succederà col nuovo servizio Facebook Messaggi. L’anno scorso Facebook proibì agli utendi di mandare link a Lamebook.com, un sito che mostra conversazioni stupide o ridicole apparse su Facebook, includendo in questa censura i messaggi privati. Lamebook non è un sito da cui si scaricano cose illegalmente, o un sito pericoloso, è semplicemente un luogo virtuale in cui si prende in giro il più conosciuto dei social network; se scrivere articoli umoristici su Facebook fa sì che i nostri messaggi vengano bloccati, viene da chiedersi quale sarà il prossimo passo a favore della censura, e sapere come tutelare la privacy su internet diventerà una necessità.

Impedirvi di dire ‘No’

Say no social network

Vi ricordate quando, l’anno scorso, Google Buzz si abilitò automaticamente su ogni account Gmail e decise chi dovevate seguire? Tutto questo causò un’incredibile caos. Bei tempi. Magari non molto divertenti per la donna che si ritrovò perseguitata dall’ex marito, venuto in possesso dei suoi dati proprio tramite l’iscrizione a Google Buzz. Qualche anno prima Facebook fece qualcosa di simile, quando inaugurò Beacon, un sistema di pubblicità che permetteva a siti esterni di vedere l’attività degli utenti di Facebook senza il loro consenso. Così, per esempio, se aveste comprato ‘Le avventure erotiche di Pinocchio’ su Blockbuster.com (uno dei partner del sito), quest’informazione avrebbe potuto essere postata sulla vostra bacheca, alla portata di tutti i vostri contatti, compresa vostra nonna che, probabilmente, vi avrebbe diseredato.
Come Google, Facebook si scusò, e finì per sopprimere completamente questo sistema, ma questo non servì a cancellare la filosofia del ‘Gli utenti non dovrebbero poter dire di no’, anzi, permise di sviluppare modi ancora più subdoli per metterla in pratica. Per esempio Facebook ha recentemente deciso di rimpiazzare il comando ‘Ignore’, con un più delicato ‘Not now’. In caso vi stiate chiedendo che fine abbia fatto l’opzione ‘No’, bene, semplicemente non esiste più. Almeno non apparentemente; dovete andarla a cercare. Prima, se cliccavate ‘Ignore’ per una richiesta di amicizia, l’altra persona spariva. Col nuovo sistema, quando cliccate ‘Not now’, l’altra persona può comunque vedere i vostri post nella sua cronologia; ha guadagnato un accesso, altrimenti limitato, al vostro account, semplicemente inviando una richiesta di amicizia. Per cancellare definitivamente una richiesta dovete aprire la vostra lista di amici, cliccare su ‘Find friends’ e inoltrarvi nella selva di informazioni nascoste. C’è anche un modo più veloce: quando cliccate ‘Not now’, Facebook vi chiederà se conoscete o meno quella persona.

Facebook request

Se cliccate qui, Facebook vi permetterà di bloccare la persona, evitando che vi mandi ulteriori richieste di amicizia.

Pedinarvi all’interno della rete, che lo vogliate o no

Pedinare dentro internet

Provate a effettuare l’accesso a Facebook, poi andate nella homepage di un qualsiasi sito che abbia il box ‘Like’ di Facebook; ora guardate le immagini di ‘People who like this’: è probabile che tra queste foto ne troviate una di qualche vostro amico. Com’è possibile? Ci sono circa 600 milioni di utenti, e voi, magari, avete solo 130 amici, eppure accade. questo perché, quando effettuate l’accesso, Facebook vi lascia un coockie che rimane attivo nel vostro sistema anche dopo aver lasciato il sito, il che significa che la vostra attività online sarà pedinata virtualmente attraverso ogni successivo sito che abbia il box ‘Like’. La cosa inquietante è che funziona anche con chi non ha un account con Facebook. Quando andate su un sito che ha l’integrazione con FB, FB creerà un tracking coockie anche se non siete utenti, coockie che vengono usati per immagazzinare il tracciato dell’attività online di utenti non registrati. C’è anche un altro modo che i siti di social networking usano per raccogliere le vostre informazioni: i vostri amici. Basta che abbiate scambiato una manciata di email con un vostro sbadato amico per essere nel database di qualcuno. Tanti siti hanno l’opzione ‘Find your friends’, che chiede agli utenti l’accesso alla lista di contatti dell’email/instant messaging, per scoprire se qualcuno che conosciamo sia già registrato. Twitter, dopo aver cliccato su questa opzione, mostra questa schermata:

Twitter schermata

Anche se non siete registrati, Twitter avrà comunque accesso al vostro nome, al vostro indirizzo email e a qualsiasi altra informazione i vostri amici abbiano inserito. Almeno Twitter chiede il permesso prima di fare qualsiasi cosa, mentre siti come Badoo, Imeem e Lockerz, razziano qualsiasi informazione disponibile senza farsi troppi problemi. Facebook fa qualcosa di simile con i telefoni: gli utenti che attivano Facebook Mobile per poter chattare anche dal cellulare, permettono al sito di copiare la loro intera lista di contatti, compresi i non utenti. In Germania non hanno apprezzato questo comportamento, ed è in corso una causa contro Facebook, accusato di aver rubato dati riservati a milioni di persone. Comunque, se si tratta di importunare le persone online, probabilmente Google vince il primo premio. Anche se non avete un account, Google traccia la vostra attività quando usate il motore di ricerca, o quando visitate un sito che abbia i suoi annunci pubblicitari, cioè circa un milione di siti web. Pensate che sia oltraggioso? Lo pensa anche la Federal Trades Commission, ed è per questo che per proteggere la privacy Google ha creato Permanent opt-out feature .

Rendere estremamente difficile cancellare qualsiasi cosa

Cancellare dati social network

Magari siete stanchi di tuto questo e volete lasciare seduta stante i siti di social networking. Sembra semplice, vero? Dopo tutto vi sono serviti solo pochi minuti per registrarvi, quanto ci potrà volere per fare il contrario? Bene, è venuto fuori che lasciare alcuni di questi siti è più difficile di smettere di fumare. Per esempio, gli account non più attivi su Hotmail e Windows Live vengono tenuti nei server per 270 giorni; se per sbaglio effettuate l’accesso durante questo periodo, il vostro vecchio account viene riattivato e dovete iniziare di nuovo la procedura. Facebook conserva gli account cancellati per due settimane, ma fa sì che arrivare a questo punto risulti estremamente complicato. Se cercate nelle impostazioni del vostro account, troverete l’opzione ‘Deactivate’. Provate a cliccare e Facebook vi mostrerà le immagini dei vostri amici, con la scritta ‘xxxx will miss you’.

Facebook ci mancherai

Straziante, vero? Una specie di ricatto morale per impedirvi di disattivare il vostro account. Ma ‘disattivare’ non ha lo stesso significato di ‘cancellare’: Facebook conserva ancora tutte le vostre informazioni, e le persone possono tranquillamente continuare a taggarvi nelle foto e a invitarvi agli eventi. Il VERO pulsante ‘Delete’ non è affatto nelle impostazioni, è nascosto e non facilmente raggiungibile. Per trovarlo dovete seguire una serie di passaggi inutilmente complicati . Come abbiamo detto, il vostro account viene conservato per due settimane, ma se, durante questo periodo, interagite con Facebook (compresi i box ‘Like’), la cancellazione dell’account viene interrotta.

Facebook forgive you

Come se non bastasse le foto caricate su Facebook sono notoriamente difficili da rimuovere. Provate a caricare un’immagine e poi copiatene l’URL. Cancellate la foto e incollate l’URL sulla barra dell’indirizzo del vostro browser. La foto sarà ancora lì, ad attendervi, anche dopo un mese! Uno studio di Cambridge ha rivelato che su 16 siti di social networking, 7 impiegano più di un mese per cancellare le vostre immagini. FB ammette che i contenuti cancellati ‘possono rimanere in copie di backup per un discreto periodo di tempo’, e aggiunge che ‘non sono fruibili da terzi’, ma è una fesseria. Fate la prova dell’URL da un altro PC e vedrete che funzionerà comunque; siti come Flickr e Twitter, invece, cancellano istantaneamente le immagini. Un’ultima curiosità, Twitter non conserva copie dei messaggi cancellati, ma la Library of Congress sì: ha i resoconti di tutti i tweet pubblici dal 2006 a oggi, per i posteri, naturalmente!

mar 08/03/2011 da Maria Grazia Becherini in privacy.

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