
Se pensate di essere vittima di abusi informatici (insistenti attacchi di hacking, violazione dei file conservati nel tuo pc, furto dei dati personali, di numeri di carte di credito, di codici ecc.), in questo articolo troverete nozioni su come affrontarli ed, eventualmente, su come denunciarli alle autorità competenti.
La rapida diffusione dell’uso dei social network ha messo ulteriormente in evidenza i punti di debolezza della Rete, in particolar modo con riferimento alla sicurezza informatica. La Polizia Postale e delle Comunicazioni si occupa proprio di questo, di sicurezza online, per esempio, controllando i social network come Facebook.
La Polizia Informatica è una sezione della Polizia di Stato che si occupa di prevenire e contrastare la criminalità informatica, tutelando la segretezza della corrispondenza e la libertà di ogni forma di comunicazione.
Com’è formata la Polizia Postale e come opera

La polizia delle comunicazioni è presente su tutto il territorio nazionale attraverso 20 compartimenti regionali, e 80 sezioni sezioni provinciali.
2.000 agenti contro il computer crime: uomini e donne del Dipartimento di pubblica sicurezza con ampie conoscenze informatiche ed esperienza di polizia giudiziaria.
Uno dei reparti della Polizia Postale è il CNAIPIC, Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche, che, come recita il sito, è ‘incaricato della prevenzione e della repressione dei crimini informatici, di matrice comune, organizzata o terroristica, che hanno per obiettivo le infrastrutture informatizzate di natura critica e di rilevanza nazionale’.
E’ operativo dal 2005. L’anno scorso, a luglio 2011 i suoi server centrali sono stati violati da Anonymous e LulzSec. L’attacco, realizzato come protesta contro l’arresto di italiani presunti hacker, ha reso possibile il prelevamento di documenti sensibili per un totale di 8Gb di dati.
La Polizia Postale è un punto di contatto dell’Italia con gli uffici di polizia a livello internazionale, in particolare con i Paesi aderenti al G8, esperti di crimini informatici.
All’interno del Servizio è stata costituita un’Unità d’analisi del crimine informatico (Uaci) che studia e analizza il computer crime insieme ai più grandi atenei italiani. La Polizia postale partecipa, inoltre, a gruppi di lavoro come il ‘Gruppo interministeriale per la sicurezza delle reti’, il G8, la Comunità Europea, il Consiglio d’Europa, l’Ocse, l’Interpol e l’Europol.
Collabora, infine, con istituzioni, come il Ministero delle comunicazioni e l’Autorità garante per le comunicazioni, e con privati operatori della comunicazione.
Reati denunciabili

Le aree d’intervento operativo della Polizia Postale riguardano:
- Pedo-pornografia
- Cyberterrorismo
- Copyright
- Hacking
- Protezione delle infrastrutture critiche del Paese
- Ebanking
- Analisi criminologica dei fenomeni emergenti
- Giochi e le scommesse on line.
Quindi, riassumendo, potrete rivolgervi alle autorità nel caso aveste problemi di: dati di traffico telefonico connessi a dialer, acquisti E-Commerce, vendite E-Commerce, intrusioni informatiche, phishing, utilizzo illecito di carte di credito on-line, diffamazione via e-mail, forum, blog o siti web.
Nel caso foste in dubbio sull’opportunità di sporgere denuncia, potrete chiedere un parere legale a un avvocato esperto di Diritto informatico e delle comunicazioni, oppure ad un servizio di consulenza come Family Office.
Se l’abuso riguarda la vostra casella e-mail o la vostra connessione Internet, segnalate l’accaduto al vostro provider. Ogni ISP (Internet Service Provider) mette a disposizione degli utenti un indirizzo e-mail per segnalare gli abusi, del tipo abuse@provider.it (Esempi: abuse@libero.it; abuse@gmail.com).
Denuncia alla Polizia Postale, come fare

La Polizia Postale e delle Comunicazioni riporta, sul suo sito, l’elenco dei recapiti dei suoi uffici regionali, cui rivolgervi per segnalare in dettaglio il vostro caso, allegando eventuali prove (schermate che riportano l’IP pirata o l’attacco, mail minatorie ecc.).
In alternativa, potete rivolgervi ad una qualsiasi sede di Polizia o stazione dei Carabinieri, che provvederà a inoltrare la vostra denuncia all’ufficio competente; anche in questo caso, ovviamente, dovete fornire ogni elemento di supporto, in forma elettronica su un cd-rom non riscrivibile e in versione stampata.
La denuncia può anche essere effettuata via web, sul sito della Polizia Postale (dove otterrete una ricevuta e un numero di protocollo), e poi confermata entro 48 ore nell’ufficio di Polizia scelto all’atto della denuncia online: la vostra pratica verrà rintracciata attraverso il numero di protocollo.
Nella denuncia potrete richiedere l’immediato sequestro del sito o della casella e-mail da cui è partito l’attacco o la diffamazione nei vostri confronti, per evitare che si ripeta e si diffonda. Se la denuncia non viene ritirata, ne consegue una causa penale, in cui l’imputato, se riconosciuto colpevole, è condannato a un risarcimento del danno.
Come difendersi

Prevenire è meglio che curare! Il minimo che potete fare per evitare dannose intrusioni è proteggere il vostro sistema informatico con un firewall, software o hardware.
In versione software esistono molti firewall personali gratuiti, a pagamento o inclusi nei sistemi operativi (come il Windows Firewall); a dispetto di quelli prodotti dai più noti brand di antivirus, uno dei migliori è da sempre il Firewall Zone Alarm, disponibile anche in versione freeware.
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