
La Commissione Europea intende introdurre una nuova legge per favorire il mercato della musica digitale in Europa semplificando il metodo di raccolta delle royalty da parte delle agenzie in rappresentanza dei detentori del copyright, come l’italiana Siae. Michel Barnier, il commissario al mercato interno, proporrà una norma volta proprio a risolvere i problemi delle 250 società che si occupano di questo settore nell’Unione Europea, alcune di queste bloccano la crescita della musica digitale.
Questa mossa fa seguito alla rivelazione del fatto che alcuni di questi gruppi hanno perso denaro in rischiosi investimenti o, in alcuni casi, non sono nemmeno stati in grado di pagare le royalty dovute ai detentori dei diritti. ‘Le società di raccolta devono modernizzare le loro operazioni per far fronte alle sfide di un’economia digitale in rapida evoluzione,’ scrive la commissione in un memorandum che spiega le proposte. ‘Un problema sottostante riguarda l’insufficiente trasparenza e controllo del modo in cui queste società sono gestite.’
Non su tratta della prima volta in cui la commissione si occupa delle società degli autori e degli editori, che raccolgono circa sei miliardi di euro all’anno da stazioni radio, ristoranti, bar e altri utenti musicali e distribuiscono tali introiti ad autori, compositori ed altri detentori dei copyright. Nel 2008, i legislatori promulgarono una legge con l’obiettivo di abbattere le barriere nazionali nel business della musica digitale, rendendo possibile per i detentori dei diritti concedere licenze in tutta Europa.
Tuttavia, le licenze transnazionali della musica e degli altri contenuti multimediali non si sono ancora sviluppati tanto rapidamente quanto Barnier avrebbe desiderato, limitando così la scelta dei consumatori, danneggiando i detentori dei copyright e promuovendo la pirateria, poichè gli ascoltatori sono portati a cercare modi alternativi per scaricare la musica che desiderano, spiega la Commissione. Solo un servizio di musica digitale legale, lo store di Apple iTunes, è disponibile in tutti e 27 gli Stati Membri dell’Unione Europea e le vendite digitali rappresentano ancora solo il 19% degli incassi delle industrie discografiche, contro il 49% degli Stati Uniti, secondo la Federazione Internazionale dell’Industria Fonografica.
La Commissione ha ammesso che le ragioni di questa situazione sono svariate, ma riguardano in primo luogo ‘la capacità delle società di raccolta di fornire efficientemente i loro servizi, oggi messa sempre più in dubbio, con l’effetto di una perdita di fiducia nei loro servizi stessi,’ si legge in una valutazione scritta.
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