Limewire a rischio chiusura

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Limewire

Se proprio nella giornata di ieri vi abbiamo dato notizia che la Universal Music si è quasi rassegnata nella lotta alla pirateria, oggi, invece, vi segnaliamo un altro duro colpo inflitto dalle major ad uno dei circuiti P2P più famosi: Limewire.

Tutto merito della RIAA, un’associazione che riunisce le maggiori case discografiche americane, che, qualche tempo fa, ha fatto causa ad uno dei circuiti P2P più usati sul web, sempre nel merito della violazione del copyright di alcune opere protette dal diritto d’autore.

Qualche giorno fa la sentenza ha dato ragione alla RIAA mettendo nei guai Limewire. Secondo Mitch Bainwol, rappresentante della RIAA, a differenza degli altri circuiti P2P che si sono impegnati a contrastare la pirateria applicando filtri e restrizioni varie, Limewire è rimasto sordo alle richieste delle major ed alle indicazioni della legge, meritando una dura sanzione.

La sentenza emessa dalla corte è, ovviamente, molto significativa: sia il CEO di Limewire che tutta la compagnia che gestisce il circuito sono stati ritenuti personalmente colpevoli, e questo fa capire che chiunque trae profitto da attività illegali non la può di certo passare liscia difronte alla legge.

Così il CEO di Limewire, Mark Gorton, è stato condannato a pagare 450 milioni di dollari di risarcimento alle major americane e, sebbene il processo continuerà in appello, praticamente tutti danno per scontato che la prima mossa che Gorton farà per migliorare la situazione sua e del suo staff sarà quella di chiudere per sempre Limewire.

Vedremo se sarà effettivamente così.

mer 19/05/2010 da Angelo Mosca in Copyright.

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