
Kim Dotcom, accusato di essere a capo di un’associazione a delinquere per defraudare l’industria dell’intrattenimento di milioni di dollari di diritti d’autore attraverso la pirateria informatica di film e di musica sul suo oggi defunto sito web Megaupload.com, ha annunciato i suoi piani per rilanciare il suo impero online.
Il colorito imprenditore, attualmente libero su cauzione in Nuova Zelanda e ricercato negli Stati Uniti per violazione del copyright, riciclaggio di denaro e racket, ha utilizzato il suo account ufficiale di Twitter per svelare la sua nuova creatura, Megabox. Questo nuovo sito web offrirà ai musicisti un modo per vendere la loro musica direttamente agli appassionati e introiettare così il 90% dei ricavi.
‘Le grandi major e le etichette musicali pensavano che Megabox fosse morto,’ ha scritto Dotcom. ‘Artisti, festeggiate: è in arrivo e vi libererà.’ Kim Dotcom, all’anagrafe Kim Schmitz, nativo della Germania, fu arrestato nel gennaio scorso in occasione di un raid nella sua villa di Auckland.
Le autorità della Nuova Zelanda agivano sulla base di un mandato emesso dal dipartimento di giustizia americano, che accusava il 38enne, padre di tre figli, di aver diretto una cospirazione costata 500 milioni di dollari ai detentori di copyright. In occasione dell’arresto, la polizia neozelandese sequestrò auto sportive e altri beni di lusso per un valore di milioni di dollari, ma a marzo fu ordinata la loro restituzione poichè il tribunale riscontrò che c’erano stati ‘errori procedurali’.
Dotcom, già indagato per hacking informatico e per insider trading, nonchè autore di uno stile di vita da jetset prima di stabilirsi in Nuova Zelanda, fu liberato su cauzione a febbraio e da allora ha mantenuto un profilo relativamente basso, prima di oggi, quando ha utilizzato nuovamente la rete per parlare ai suoi sostenitori.
‘E’ per questo che amo Internet: da zero a mille follower in un giorno,’ ha dichiarato. ‘Facciamo la storia insieme.’ Megaupload.com agiva come servizio di file sharing e hosting online e di streaming gratuito. La pubblica accusa sostiene che Dotcom e il suo staff ignorassero deliberatamente le legittime richieste di rimozione del materiale che violava il copyright e, grazie a queste, avessero guadagnato ‘profitti illegali’ per un totale di 175 milioni di dollari come risultato.
Dotcom si dichiara innocente delle accuse e il 6 agosto sarà soggetto ad un’udienza di estradizione negli Stati Uniti: se questa sarà accettata e se il boss di Megaupload e Megavideo dovesse essere ritenuto colpevole, potrebbe finire in carcere per decenni.
Aggiornamento: A favore di Kim Dotcom si è schierato anche il co-fondatore di Apple Steve Wozniak: ‘Quando un reato vien fatto da un postino, non si interpella l’ufficio postale. Peccato che il governo degli Stati Uniti tratti Dotcom, che vive in Nuova Zelanda, come un cittadino americano. Mi chiedo solo perchè gli studios se la prendano con un ragazzo che ha fatto di tutto per rimuovere i link protetti dal diritto d’autore. La violazione del copyright è sbagliata, come il mancato rispetto del limite di velocità. Ma non lasciate che il copyright blocchi lo sviluppo del digitale. Quando non è possibile fermare un rullo compressore, è meglio ritirarsi.’
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