Julian Assange: Wikileaks chiude per mancanza di fondi

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Julian Assange rischia la chiusura di Wikileaks

Il sito di Wikileaks rischia di essere chiuso, a parlarne è proprio Julian Assange che in questi giorni afferma che i fondi necessari per tenere Wikileaks attivo sono finiti. Ma a quanto pare non è l’unica preoccupazione del fondatore di Wikileaks, infatti entro l’8 febbraio la Corte inglese deciderà se estradarlo in Svezia e quindi farlo processare dagli svedesi per l’accusa di stupro. Assange è uscito di prigione poco prima di Natale, dopo 9 giorni di carcere, su cauzione.

Successivamente si è presentato in tribunale è ha lasciato soltanto i suoi dati personali, infatti quel giorno hanno parlato soltanto gli avvocati. Secondo gli avvocati di Julian Assange il pericolo maggiore è l’estradizione nel territorio statunitense che potrebbe costargli il carcere a Guantalamo o peggio ancora la pena di morte. Gli avvocati non hanno solo espresso il loro timore che Assange possa essere processato negli Stati Uniti ma vogliono anche avere la certezza che il fondatore di Wikileaks non sia maltrattato.

In questo senso hanno citato alcuni nomi di persone che hanno subito l’estradizione in altri paesi, come ad esempio Mohammed Alzery che è stato espulso dalla Svezia in Egitto per decisione della Commissione Onu per i diritti umani. I legali hanno inoltre sottolineato come l’ex candidato repubblicano Mike Huckabee e l’ex governatrice repubblicana dell’Alaska Sarah Palin sperano che Julian Assange sia processato per tradimento e che la caccia sia condotta come quella ai talebani.

Il pm svedese Marianne Ny, inoltre, non potrebbe comunque chiedere l’estradizione di Assange per mancanza di prove che stabiliscano la sua colpevolezza nell’accusa di stupro e di conseguenza non ci sono le basi sufficienti per l’estradizione in Svezia. In una lettera del 20 dicembre 2010 la rappresentanza consolare australiana sottolinea proprio la mancanza di incriminazione.

L’udienza è durata soltanto dieci minuti e l’aula era molto affollata, ma alla fine il giudice ha deciso di rinviare a febbraio l’incontro decisivo, inoltre ha concesso a Julian Assange la possibilità di risiedere al Frontline Club in quanto a causa di alcuni lavori per lui sarebbe difficile arrivare in orario. Le preoccupazioni di Julian Assange non finiscono qui, infatti il sito di Wikileaks sta affondando a causa della mancanza di fondi e se continua con questo ritmo non sopravvivrà ancora per molto. In questo momento il sito sta perdendo circa 500 mila euro a settimana anche se Assange ha affermato che cercheranno un modo per risolvere la situazione.

Assange ha inoltre sottolineato che da 20 anni sta cercando di fare qualcosa per ottenere la libertà di stampa e che il numero delle pubblicazioni quotidiane continua a moltiplicarsi e quindi continuerà ad aumentare col tempo. Per questo motivo la pubblicazione dei 250 mila dispacci ha subito un arresto improvviso nelle ultime settimane, anche i media che collaborano con Wikileaks dall’inizio dell’anno non hanno più pubblicato nuovi cable.

Non solo, anche il sito ormai è fermo a 2.017 e con questo ritmo i critici sottolineano che sarà difficile vedere di nuovo pubblicati dei dispacci. Anche su Twitter è uscito un commento sulla strage di Tucson che sottolinea come Wikileaks sia impegnato a far rispettare la libertà di parola e che stia lavorando per far si che la verità venga a galla. Assange ha concluso la sua intervista facendo un appello alle autorità americane affinché perseguano questi incitamenti alla violenza.

mer 12/01/2011 da Tiziana Ceccarelli

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