Internet deve diventare un diritto costituzionale?

Internet non è ancora per tutti ma deve assolutamente diventarlo. O meglio deve diventare un diritto costituzionalmente garantito. Questo è quello che ha dichiarato il giurista Stefano Rodotà, insieme al direttore della rivista Wired, Riccardo Luna, che in passato si era anche fatto promotore della candidatura di Internet al Nobel per la pace. I due stanno lavorando ad una proposta di legge, il 21-bis, che dovrebbe definire il web come il più grande mezzo di comunicazione della storia, il cui accesso dovrebbe essere esteso a tutti.
Internet è sempre più visto come uno dei principali strumenti a sostegno della democrazia e per dare effettivamente a chiunque la possibilità di far sentire la propria voce, come sta accadendo proprio in questi giorni tra gli studenti che, in protesta contro la Gelmini, stanno trovando nel web un efficace strumento a sostegno delle loro iniziative.
Ad appoggiare il progetto c’è anche Roberto Rao dell’Udc, il quale definisce internet non solo uno strumento a sostegno della democrazia, ma anche il mezzo fondamentale per favorire la diffusione delle informazioni e sostenere lo sviluppo economico e sociale. Internet dunque, va visto come un diritto che merita di essere tutelato dalla Costituzione.
Secondo il progetto elaborato da Rodotà e Luna, l’accesso alla Rete per tutti dovrebbe essere un diritto costituzionalmente accettato e riconosciuto, così da porre tutti gli individui su un piano paritario, non solo da un punto di vista tecnologico, ma anche economico e sociale.
Non si può infatti non tenere in considerazione il fatto che oggi con internet sono tantissime le possibilità offerte agli utenti, ad esempio, i genitori possono monitorare l’andamento scolastico dei propri figli, per non parlare poi dei tanti politici che sempre più ricorrono a tale strumento per promuovere le proprie iniziative, come Bush, che per promuovere il suo libro è andato in onda su Facebook Streaming o lo stesso Berlusconi, che per stare sempre in contatto con i suoi elettori, ha un profilo sul più famoso social network.
Quindi visto che tutti lo usano, perchè non garantire a tutti per Legge anche la sua fruizione?
sab 04/12/2010 da sefra

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