
Il Google Doodle di oggi presenta il logo del motore di ricerca a base di baccelli e piselli, per celebrare il 189esimo anniversario della nascita del botanico Gregor Mendel. Nacque il 20 luglio 1822 a Heinzendorf, Austria (ora Repubblica Ceca) come Johann Mendel e il nome di Gregor gli venne dato solo quando entrò in un monastero dell’ordine agostiniano come novizio. Studiò fisica e matematica a Vienna e, soprattutto, l’anatomia e la fisiologia delle piante sotto la guida del botanico Franz Unger. Riconosciuto come il ‘padre della genetica’, Mendel scelse i piselli per comprendere i meccanismi dell’ereditarietà, per il fatto che il sistema riproduttivo di questa specie vegetale è relativamente semplice da ‘gestire’ tramite impollinazione e i risultati ‘ereditari’ sono visibili ad occhio nudo (colore, forma, liscio, rugoso, ecc.).
Gregor Mendel nei suoi anni di esperimenti a Brunn si servì di quasi 30mila piante di pisello, cosciente che i risultati dell’ereditarietà, essendo statistici, hanno bisogno di grandi numeri per ‘rivelarsi’.
I suoi esperimenti lo portarono a formulare la legge della segregazione e la legge della mescolanza, che in seguito divennero note come le Leggi di Mendel dell’ereditarietà.
Il frate agostiniano nel 1865 presentò pubblicamente le sue teorie ma, come spesso succede, i contemporanei non capirono il senso della scoperta che quindi si perse in una quarantina di copie saggio, pubblicate l’anno dopo, che Mendel ebbe cura di spedire agli scienziati europei più famosi dell’epoca.
Mendel morì il 6 gennaio 1884 a 61 anni ed i suoi studi furono riscoperti solo attorno al 1900 quando altri scienziati, (Carl Correns, Hugo de Vries, and Erich von Tschermak) che studiavano sullo stesso argomento, si accorsero dei lavori precedenti di Mendel e gli accreditarono la primogenitura della scoperta riguardo l’ereditarietà.
Mendel diventò così il ‘padre della genetica’ addirittura prima che questa scienza fosse inventata. Mendel infatti parlava di ‘elementi’ e di caratteri ereditari ma mai di ‘geni’. Per giungere ai termini ai quali siamo abituati bisognerà aspettare la genetica di William Bateson e il gene di Wilhelm Johannsen.
I doodle di Google negli ultimi anni stanno riscuotendo grandissimo successo, incuriosiscono le persone e contribuiscono, a modo loro, a donare un pizzico di cultura alle persone che li notano, è addirittura possibile averne uno personalizzato per il giorno del proprio compleanno.
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