Google Plus Your World, anche la privacy è a rischio

Un osservatorio americano sulla privacy presenterà un reclamo alla Federal Trade Commission statunitense che denuncia le preoccupazioni sulla privacy e sulla concorrenza sollevati dalla nuova funzione di ricerca social di Google, Search Plus Your World. Lo ha reso noto il direttore esecutivo dell’Electronic Privacy Information Center, Marc Rotenberg.
L’EPIC è lo stesso gruppo che presentò il reclamo alla FTC poi risoltosi nell’accordo con Google che ha costretto il gigante dei motori di ricerca a sottoporsi a verifiche esterne annuali della propria politica di privacy. ‘Crediamo che questo sia un problema a cui la FTC deve porre attenzione,’ ha dichiarato Rotenberg.
Google Plus Your World combina infatti informazioni come foto, commenti e notizie postate sul suo social network Google+ con i risultati di ricerca dell’utente. Questo riguarderà soprattutto il circa 25% di persone che effettuano un login a Google o a Google+ prima di compiere le loro ricerche. Questi utenti avranno l’opzione di visualizzare risultati personalizzati ai loro interessi e ai loro legami.
Google lavora da anni alla creazione di un motore di ricerca personale che conosca i propri utenti così bene da fornire risultati su misura. In questo senso, Big G sta cercando di recuperare il terreno perso nei confronti del gigante dei social network Facebook, che conosce i suoi oltre 800 milioni di utenti molto meglio di Google. Ma i critici rispondono che Google stia sfruttando il suo dominio nelle ricerche su Internet per favorire i propri prodotti a scapito dei principali concorrenti.
‘Google è un soldato in trincea che cerca di lottare contro il suo rivale Facebook utilizzando il suo dominio del mercato in un settore separato,’ prosegue Rotenberg. ‘Penso che questo causerà problemi per la gente.’ Ma oltre ai guai per l’antitrust, questa manovra lancerebbe un campanello d’allarme anche per la privacy degli utenti.
‘Anche se i dati dei contatti dell’utente di Google+ non vengono mostrati pubblicamente, le modifiche di Google rendono più accessibili i dati personali,’ si legge nella nota pubblicata sul sito ufficiale di EPIC. Le proteste dell’osservatorio sulla privacy fanno eco a quelle di Twitter già circolate ieri.
ven 13/01/2012 da Fabrizio Corgnati in motori di ricerca verticali, privacy, Ricerche Internet.




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