Google Panda Italia, modulo per segnalare i siti con contenuti copiati

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Google Panda

L’algoritmo Google Panda Italia sta mettendo sotto pressione i SEO italiani, non molti navigatori del web hanno perfettamente chiaro il suo funzionamento eppure, ora, il motore di ricerca chiede la collaborazione di tutti i suoi utenti. Google Panda premia la qualità dei contenuti e l’originalità, mirando a penalizzare nei risultati delle ricerche tutti i contenuti duplicati (come per esempio quelli forniti degli aggregatori). Il problema è che Panda sta punendo gli utenti ed i blog sbagliati! In diversi casi, molti siti o blog di buona qualità, si sono ritrovati con un ranking più basso nei risultati di ricerca e, nei casi più gravi, l’articolo ‘condiviso’ da un aggregatore precede quello originale nella SERP di Google!

Per cercare di ovviare a questo problema Google ha reso disponibile un apposito modulo online per consentire a tutti di offrire il proprio supporto. Agli utenti è richiesta una segnalazione molto precisa: quali sono i contenuti copiati, quali sono le fonti da cui il contenuto è stato prelevato e quali sono le keyword che hanno portato alla scoperta della violazione. Una volta ricevuta la segnalazione Google non va ad agire con una punizione diretta sui siti segnalati, ma li verifica per costruire un database di casistiche su cui occorrerà intervenire in futuro.

Una volta costruita una base di pagine su cui l’utenza richiede di agire (il tutto dopo le opportune verifiche), le modifiche apportate a Panda potranno essere messe sotto stress grazie al raffronto diretto tra i ranking utilizzati prima e dopo l’update: se i siti segnalati risulteranno puniti, automaticamente la bontà dell’algoritmo sarà comprovata. Una decisione orientata nella direzione giusta, visto che dopo il primo aggiornamento di Google Panda in Italia, come già detto, diversi aggregatori di notizie ne hanno beneficiato.

L’obiettivo del nuovo algoritmo è di premiare l’intervento umano (Google lo attua già per i siti più importanti con i Quality Rater) che, soprattutto per alcune lingue e nazioni dove Internet non ha una dimensione globale, è la migliore soluzione possibile.
Quel che Google cerca è un elenco di casi reali. Per far ciò non può basarsi solo sugli algoritmi, ma necessita dell’aiuto di un occhio umano che, mentre effettua ricerche, nota i siti che copiano contenuto e li annota. Aggiornamento dopo aggiornamento, versione dopo versione, Panda cerca così la sua dimensione più affidabile per migliorare ulteriormente la bontà di un algoritmo già premiato dall’egemonia di Google sul mercato della ricerca online.

Gli utenti collaboreranno attivamente oppure per pigrizia non doneranno il loro aiuto?!

Scopri tutto su Googe Panda

mar 30/08/2011 da Maria Paola Ranalli in SEO.

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