Google Maps: la mappa del crimine di Milano

Il web è ormai da anni entrato nella vita quotidiana di centinaia di milioni di utenti, dalle applicazioni lavorative a controllare il traffico cittadino in tempo reale. Non tutti però sono consapevoli dell’utilità della rete. Una delle ultime frontiere del web riguarda la prevenzione in termini di sicurezza per cittadini, da parte delle forze dell’ordine. Grazie a Google Maps è stata stilata una vera e propria mappa del crimine di Milano.
Un servizio utilissimo offerto dallo stato, penserete. Ebbene non è esattamente così, almeno nel nostro paese. In America ed in Inghilterra, difatti, è la polizia ad offrire un servizio di geolocalizzazione dei crimini avvenuti in un distretto, consento agli utenti di potersi cautelare. In Italia, siccome lo Stato non ci ha pensato ancora, è stato un giovane giornalista milanese, grazie all’ausilio di Google Maps, a mappare su una cartina tutti i crimini avvenuti nell’ultimo anno solare nel capoluogo lombardo.
In Italia, quindi, la situazione è leggermente diversa. A spiegare quanto diversa è l’autore del blog, Il giro della nera, che mappa la prima città italiana: Daniele Belleri, 25 anni, da poco diventato giornalista professionista: negli Usa la polizia è molto aperta. Fornisce i dati e il modello è apprezzato dai politici e usato per fini elettorali. Qui è più complicato. Io ho usato le notizie scritte dalle agenzie di stampa, che sono in realtà solo una parte minima dei fatti che vedono coinvolti ogni giorno le forze dell’ordine.
Io ho iniziato in modo ingenuo, ho scoperto dopo che esisteva tutto un filone all’estero. Sono appassionato di urbanistica e a fine 2009 cercavo casa. Ero sempre con la piantina in mano e giravo quartieri di ogni tipo a guardare appartamenti. Lì ho pensato che sarebbe stato interessante raccontare una città tramite una mappa.
Di seguito vi riportiamo una fotogallery della mappatura del capoluogo lombardo che riporta su Google Maps i crimini avvenuti nel 2010 in tutte le zone della città.
mer 12/01/2011 da Luigi Lombardi

















