Google, l’UE chiede lo stop alle nuove norme sulla privacy

Una pausa alle nuove politiche sulla privacy europee di Google. E’ quanto ha chiesto al motore di ricerca più famoso del mondo, durante un suo esame, la CNIL, commissione nazionale francese per la protezione dei dati. Jacob Kohnstamm, presidente di Articolo 29, un gruppo di lavoro dell’Unione Europea che si occupa di questo tema, ha spiegato che la commissione transalpina ‘controllerà le possibili conseguenze per la protezione dei dati personali’.
La scorsa settimana è arrivato l’annuncio da parte di Google che oltre 60 diverse policy di privacy, che coprono la maggior parte dei suoi prodotti (compreso il sistema operativo mobile Android) saranno combinate per creare una ‘esperienza utente semplice e intuitiva’. I cambiamenti avranno effetto a partire dal 1° marzo e non saranno rimandati per via dell’analisi della CNIL, come ha confermato oggi l’azienda.
‘Chiediamo una pausa per evitare malintesi sull’impegno da parte di Google al diritto dell’informazione dei suoi utenti e dei cittadini europei fino al completamento della nostra analisi,’ ha scritto ieri Kohnstamm in una lettera all’amministratore delegato di Google, Larry Page. La CNIL agirà anche a nome di tutte le altre authority europee per la privacy.
Anthony House, portavoce di Google, ha ribadito che la società non intende rimandare le modifiche, in quanto l’UE non ha sollevato alcuna ‘preoccupazione sostanziale’ quando Big G l’ha informata anticipatamente delle modifiche studiate. ‘Abbiamo effettuato la più grande comunicazione ai nostri autenti della storia e un rinvio causerebbe una confusione significativa,’ spiega House.
Il consulente per la privacy di Google, Peter Fleischer, ha ribattuto ad Articolo 29 sul blog ufficiale dell’azienda che le modifiche alle impostazioni sulla privacy non hanno lo scopo di raccogliere nuovi dati. Per esempio, le novità permetteranno invece a Google di combinare le informazioni di YouTube con la ricerca di Google in modo da basare i video raccomandati sullo storico delle ricerche dell’utente.
lun 06/02/2012 da Fabrizio Corgnati in privacy.

















