
Google utilizzerà una flotta di piccoli aeroplani, ciascuno dotato di una propria telecamera, per volare sopra a diverse città. Si tratta dell’ultimo passo del gigante di Internet nel suo ambizioso e a volte controverso piano per creare una mappa digitale del mondo. Google ambisce a rilasciare le prime mappe tridimensionali di diverse città entro fine anno, come ha rivelato in occasione di una conferenza stampa tenuta ieri presso i suoi uffici di San Francisco.
Il colosso di Mountain View non ha voluto fare il nome delle città che potranno usufruire di questo servizio, ma la prima dimostrazione di mappa 3D mostrata al pubblico è stata quella di San Francisco, con tanto di capacità da parte dell’utente di navigare una vista aerea della città. ‘Stiamo cercando di creare l’illusione di poter volare sopra la città, quasi come se utilizzaste il vostro proprio elicottero personale,’ ha dichiarato Peter Birch, product manager di Google Earth.
L’ingegnere responsabile di Google Maps, Brian McClendon, ha dichiarato che l’azienda sta utilizzando una flotta di aeroplani di proprietà e gestiti da appaltatori, che volano in esclusiva per l’azienda americana. Quanto alle potenziali implicazioni sulla privacy, McClendon ha risposto che questi problemi sono simili a quelli che riguardano tutte le altre immagini aeree e che il tipo di immagini con un angolo a 45° che scattano gli aeroplani sono state utilizzate ormai da lungo tempo.
Google ha già utilizzato aeroplani per scattare fotografie aeree in passato, per esempio per seguire l’esplosione dei gasdotti di San Bruno, in California, nel 2010, ma questo ultimo impegno segna la prima volta in cui l’azienda utilizzerà gli aeroplani in modo sistematico per costruire una funzionalità standard in uno dei suoi prodotti. Entro la fine dell’anno, Google dichiara di aspettarsi di avere la copertura di mappe tridimensionali per aree metropolitane che contano una popolazione totale di 300 milioni di persone. Le prime immagini 3D saranno disponibili tra poche settimane.
Google utilizza da anni una flotta di automobili equipaggiate con videocamere che attraversano tutto il mondo per scattare immagini panoramiche delle strade per il proprio popolare servizio di mappe e tali auto hanno sollevato problemi di privacy in alcune nazioni. Nel 2010, Google ha ammesso che le cosiddette vetture di Street View avevano inavvertitamente raccolto email, password e altri dati personali dalle reti wireless di casa delle persone. I dati del WiFi raccolti non erano relativi al progetto Google Maps.
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