Google Doodle: brevettati gli scarabocchi artistici

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Google tutela i suoi Doodle con brevetto

Capita a chiunque utilizzi i motori di ricerca di imbattersi nelle simpatiche fantasie grafiche dell’homepage più famosa del mondo, quella di Google. Oramai ci siamo abituati ad incontrarle in occasione di ricorrenze particolari – lo scorso mese ad esempio hanno omaggiato Thomas Edison e la sua invenzione – quando sostituiscono il logo ufficiale del browser con disegni allusivi a tema dando un tocco di originalità alla pagina del motore di ricerca. Stiamo parlando dei doodle, questo il loro nome – letteralmente scarabocchi – che ora, come il brutto anatroccolo del lieto fine, si avviano ad essere riconosciuti come vere e proprie creazioni tutelate da brevetto. Google ha dovuto attendere 10 anni, ma ora il brevetto 7,912,915 per i suoi doodles è stato finalmente depositato presso l’USPTO. L’ok è stato dato in questi giorni dall’ufficio USA.

Originali i doodle – negli uffici di Mountain View c’è un gruppo apposito che si occupa di realizzarli - originale anche la descrizione che reca il brevetto: Un sistema fornisce una storia o un logo speciale cambiandolo periodicamente a seconda di un evento speciale per invogliare gli utenti ad accedere a una pagina web. Per il racconto, il sistema può ricevere contenuti che raccontano una storia e successivamente fornirli sulla pagina web con modalità cronologiche prestabilite o casuali. Per il logo dell’azienda, il sistema può modificare un logo standard aziendale per un evento speciale, associarvi uno o più termini di ricerca e caricare il logo speciale sulla pagina web. Il sistema può quindi ricevere dall’utente una richiesta speciale proveniente dal logo e fornire risultati di ricerca in materia a quell’evento.

Migliori Google Doodle di sempre

Ma sul brevetto non tutti sono d’accordo. BusinessInsider lo ha definito “assurdo” e contrario allo spirito con cui il sistema dei brevetti è stato originariamente creato: promuovere l’innovazione attraverso la protezione dei piccoli inventori che si vedono strappare le loro invenzioni dalle grandi compagnie. In questo caso invece l’intento sembra semmai essere quello di fermare l’innovazione dei concorrenti.

ven 25/03/2011 da Silvia Faccio

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