
La premier tedesca Angela Merkel, insieme alla sua coalizione di governo, sosterrà una nuova legge che costringerà Google News e gli altri aggregatori di notizie a pagare una quota agli editori per poter utilizzare estratti dei propri articoli. Questa mossa, senza precedenti, ha dato il via a una serie di proteste e polemiche sui siti Internet e i blog di lingua tedesca.
Dopo oltre tre anni di lobbying, gli editori tedeschi sembrano dunque aver convinto i politici della necessità di una legge che protegga l’utilizzo dei propri contenuti su Internet. Da tempo, infatti, si lamentavano dei milardi di euro di inserzioni pubblicitarie guadagnati da Google e altre aziende aggregando le loro notizie: una torta immensa di cui oggi anche loro vogliono una fetta.
La legge proposta obbligherebbe invece nel caso di utilizzo commerciale delle notizie al pagamento di una tassa raccolta da una nuova authority e poi distribuita tra i vari editori. L’entità e le modalità di tale tassa sono ancora da definire. Google, dal canto suo, risponde che il servizio di aggregazione ha in effetti aiutato gli editori, non solo in Germania ma in tutto il mondo, dirigendo il traffico Internet verso i loro siti e vendendo pubblicità attraverso i programmi di partnership. Il gigante di Internet conta per oltre l’80% del mercato delle ricerche nella nazione tedesca.
La proposta sarà messa ai voti nelle prossime settimane. Già nel vicino Belgio, l’anno passato, un tribunale decretò che, attraverso i link agli articoli dei giornali online, Google si stava rendendo colpevole di violazione di copyright. Ma, secondo gli osservatori, la nuova proposta del governo Merkel va addirittura oltre. ‘Per ora, ci affidiamo all’intelligenza del parlamento tedesco perchè non approvi questo nonsense,’ ha scritto Markus Beckedahl, editore di Netzpolitik.org, in un post sul proprio blog.
Condividi questo articolo con i tuoi amici di Facebook