
Un vicesceriffo dello stato del Virginia, negli Stati Uniti, è stato licenziato per aver cliccato ‘Mi piace’ sulla pagina Facebook dell’avversario del proprio capo. Daniel Ray Carter, insieme a cinque altri dipendenti, è stato allontanato dal proprio posto di lavoro a causa di un semplice clic a sostegno di Jim Adams, in campagna elettorale anche sul social media in blu contro lo sceriffo uscente di Hampton, B.J. Robert, nel 2009.
Carter gli altri cinque dipendenti licenziati hanno intrapreso una battaglia legale contro la decisione, sostenendo che il loro ‘Mi piace’ sul social network più famoso del mondo era semplicemente l’espressione di una libertà di pensiero e che i loro licenziamenti, pertanto, hanno violato i diritti del primo emendamento, secondo quanto riporta la testata americana Fox News. Ma un primo verdetto espresso nel maggio scorso dal giudice della corte distrettuale Raymond Jackson non ha dato loro ragione, per il motivo che ’semplicemente cliccare ‘Mi piace’ su una pagina Facebook è un’espressione insufficiente per meritare protezione costituzionale’.
Ma i dipendenti non si sono arresi. Il legale di Carter, Richard Roth, ha presentato appello la scorsa settimana e spera infatti che una corte di giudici ribalti la sentenza. ‘Credo che il tribunale del Virginia deciderà diversamente,’ dichiara Roth a Fox News. ‘Quello che hanno fatto è premere un pulsante ‘Mi piace’, un pulsante che testimonia il loro gradimento per quel determinato annuncio o, in questo caso, per un candidato. Non so come la corte possa sostenere che non si tratta di un’espressione protetta dalla costituzione’.
Facebook si è schierata a sua volta nel dibattito, inviando un comunicato nel cui si sostiene che il ‘Mi piace’ sia ‘l’equivalente del 21° secolo di un cartello a favore di un candidato in campagna elettorale nel proprio giardino. ‘Cliccare ‘Mi piace’ su una pagina di Facebook merita la protezione del primo emendamento. La corte distrettuale è giunta ad una conclusione contraria sulla base di un apparente equivoco del modo in cui funziona Facebook,’ si legge. Lo sceriffo B.J. Robert fu poi rieletto nel 2009, poco prima di licenziare i sei dipendenti in questione. I suoi sostenitori sono convinti che, siccome nel ‘Mi piace’ non era coinvolta alcuna espressione di effettiva libertà di parola, la legge non garantisce tale protezione.
Ma Roth sostiene che la corte suprema abbia in passato decretato che non siano necessarie le parole per la protezione del primo emendamento, dando l’esempio dell’atto di bruciare la bandiera americana. ‘Quando si brucia una bandiera, si fa una dichiarazione. Quando si sollevano le braccia in aria, si fa una dichiarazione,’ conclude Roth.
Condividi questo articolo con i tuoi amici di Facebook