
Alla Conferenza contro il bullismo tenutasi alla Casa Bianca, Facebook ha annunciato una nuova serie di applicazioni per prevenire eventuali atti di bullismo online, favorire il senso comunitario all’interno del social network e creare una ‘cultura del rispetto’ tra gli utenti. Questi cambiamenti si concentrano su due aspetti: un safety center potenziato con più risorse multimediali, e più applicazioni che permettano di segnalare vessazioni e contenuti offensivi. Oltre a denunciare molestie e violazioni delle normative, gli iscritti al social network hanno ora a disposizione due applicazioni Facebook incentrate sul senso di comunità; all’interno dell’interfaccia che riporta le ‘Opzioni’, l’utente bersagliato da atti di bullismo può scegliere se mandare messaggi privati a chi lo tartassa con post offensivi. Se l’utente desidera comunicare il contenuto dei messaggi a Facebook, può anche scegliere di includere come contatto un insegnante, o un parente. Facebook proporrà, inoltre, dei video educativi, pareri di rinomati esperti, materiale scaricabile da condividere e discutere. La società di Palo Alto ha anche chiesto agli adolescenti di contribuire con pareri sull’uso sicuro e intelligente della tecnologia.
Lo sviluppo delle applicazioni antibullismo
Arturo Bejas, il direttore del reparto ingegneristico di Facebook, ha affermato nel corso di una conversazione telefonica: ‘Facebook ha trascorso molto tempo analizzando i resoconti che andavano raggruppati all’interno di diverse categorie. Abbiamo preso nota dei contenuti che violavano le nostre politiche, ma volevamo anche aiutare le persone ad avere un sostegno da parte di qualcuno di cui si fidassero, che le aiutasse a occuparsi di questo problema in modo costruttivo. Vogliamo che questa sia un’esperienza di apprendimento, per far sì che le persone imparano a rapportarsi ai casi di bullismo in maniera intelligente, rafforzando la propria autostima.’ Bejas ha anche notato che ‘Non tutti i contenuti che sembrano improntati al bullismo lo sono realmente. A volte si tratta di malintesi. Le persone pubblicano delle cose reputandole divertenti, ma non si rendono conto che non tutti hanno lo stesso senso dell’umorismo; in questo caso non c’è l’intento di offendere gli altri, ma è un problema che va comunque risolto’.
Bullismo contro la comunità LGBT
L’interesse dei social network per le applicazioni antibullismo, è stato in larga parte condotto dalla partnership di Facebook con organizzazioni LGBT, sulla scia della tragica ondata di suicidi tra adolescenti omosessuali. Questo sforzo congiunto ha avuto inizio dalla partnership con GLAAD, e si è allargato per realizzare una rete di sostegno che include organizzazioni come Human Rights Campaign e PFLAG. Il Public Policy Communications manager di Facebook Andrew Noyes, ha affermato che, dopo i suicidi di Tyler Clementi e Billy Lucas (due casi che hanno sconvolto l’opinione pubblica), ‘Si è sviluppata una maggiore consapevolezza nei confronti degli atti di bullismo contro la comunità LGBT, abbiamo parlato con i rappresentati di varie associazioni e sono entusiati di questo progetto’. Questa affermazione segna il primo grande cambiamento nella sicurezza su Facebook dalla riorganizzazione del suo Safety Center avvenuta la scorsa primavera. Aspettiamo altre novità, ma questo è il primo passo una drastica riduzione del bullismo digitale.
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