Facebook e Twitter in Egitto, come vengono utilizzati dai giornalisti egiziani

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Twitter e Facebook influenzano i giornalisti egiziani

In questi giorni i giornalisti parlano molto della protesta in Egitto, siccome Internet è ancora inaccessibile per la maggior parte delle persone molti si affidano ai giornalisti con telefoni satellitari proprio per avere aggiornamenti in tempo reale. I social network continuano ad avere un ruolo molto importante in questa situazione, non solo Facebook e Twitter influenzano il motore di ricerca di Google, ma anche i giornalisti che cercano news in merito alla protesta proprio su questi canali.

Il governo egiziano sta tentando in tutti i modi di bloccare le comunicazioni in Egitto, quindi non solo Internet è inaccessibile alla popolazione egiziana ma anche le reti televisive e tutte le reti mobili sono inutilizzabili. I social network hanno avuto un ruolo molto importante nell’inizio della protesta stessa, poichè attraverso Facebook e Twitter è possibile conoscere l’evoluzione della rivolta in Egitto. I social network sono stati molto importanti anche in altre situazioni: per esempio grazie a Facebook è stato catturato un mafioso proprio l’anno scorso. Ecco come i giornalisti egiziani utilizzano i siti di microblogging per diffondere nel mondo in tempo reale le notizie:

Twitter news

Tweet in tempo reale

I giornalisti stanno usando sempre più spesso i social network per poter scrivere le notizie più importanti, alcuni giornalisti che si trovano in Egitto per documentare la protesta hanno proprio aggiornato il loro profilo su Twitter per inserire alcune storie molto interessante all’interno dei 140 caratteri a disposizione. In questo modo il social network si trasforma in un vero e proprio Twitter Times ovvero il giornale dei Tweet. Questi tweet molto spesso sono delle citazioni e dei racconti presi dalle persone coinvolte nella rivolta, ma alcune volte si tratta di semplici commenti inseriti dai giornalisti che si trovano in Egitto. Dopo le elezioni avvenute in Iran, Twitter è diventato uno dei mezzi più utilizzati dai giornalisti per dare le notizie: alcuni utenti hanno inserito su social network una lista di tutti i giornalisti che lo utilizzano quotidianamente per poter raccontare la protesta in Egitto.

Facebook story

Facebook storytelling

Molti giornalisti utilizzano i messaggi su Twitter per poter scrivere le notizie sulla situazione della rivolta egiziana, ma altri come Nichelas Kristof del New York Times postano messaggi su Facebook. Le pagine del social network blu vengono utilizzate dai giornalisti per inserire commenti e riflessioni in tempo reale sulla situazione in Egitto, in questo modo si possono raccontare tutte le fasi della protesta ma anche le impressioni personali degli utenti e dei reporter su quanto sta succedendo in questi giorni. L’utilizzo di Facebook è legato però alla difficoltà di trovare le pagine o i post delle news che riguardano proprio la protesta in Egitto: non sempre infatti l’accesso a Internet permette un tempo di connessione sufficientemente lungo per poter postare sul social network.

Video su YouTube

Molti giornalisti di Al-Jazeera, dopo la chiusura dell’ufficio di presidenza e la revoca delle credenziali da parte delle autorità egiziane, hanno continuato a chiamare in forma anonima le redazioni per cui lavorano, utilizzano Tweet e Facebook per raccontare cosa sta succedendo in Egitto e hanno trovato in YouTube il principale canale video in cui inserire alcune clip che mostrano le immagini in tempo reale della protesta vera e propria: video che testimoniano senza censura le violenze che la popolazione egiziana sta subendo.

Live blog

Live blog

I giornalisti che si trovano sul campo in Egitto hanno trovato un modo per organizzare le proprie news anche attraverso i blog, per inserire proprio gli aggiornamenti in tempo reale sui loro siti. Il Washington Post, ad esempio, invia dei tweet al proprio blog con gli aggiornamenti in tempo reale sulle vicende che stanno colpendo l’Egitto. In sintesi tutti gli aggiornamenti più importanti sui blog di molte riviste a livello mondiale arrivano attraverso i social network come Twitter e Facebook, grazie ai messaggi e i video dei giornalisti che vengono inviati in tempo reale. Tra i maggiori blog che includono le notizie in tempo reale ci sono anche The New York Times, CNN, Reuters, Al-Jazeera, Guardian, BBC e The Huffington Post.

Tumblr

Tumblr

Tumblr ha sfruttato la caratteristica che è stata appena lanciata sul mercato, per inserire all’interno del sito una pagina dedicata alla protesta in Egitto che viene curata con aggiornamenti in tempo reale da alcuni giornalisti. La pagina del social network contiene molti video, foto e commenti oltre a vari aggiornamenti che sono stati rilasciati da fonti ufficiali. La pagina permette inoltre di ordinare i post non solo in base alla freschezza delle news ma anche in base al contenuto inserito e ai commenti che sono stati aggiunti successivamente.

Audioboo

aggiornamenti su audioboo

Al-Jazeera è stata bandita da tutti i contatti radio e i suoi giornalisti non hanno l’autorizzazione di inviare dei rapporti audio ad AudioBoo. Questo dispositivo rende molto semplice sia registrare che condividere alcuni file audio, oltre alla possibilità di inviare in tempo reale sia foto che altre informazioni molto utili sulla protesta in atto in Egitto. In realtà un produttore della rete televisiva Al-Jazeera e i suoi colleghi hanno inviato proprio questi rapporti ad AudioBoo, di conseguenza sono stati tutti arrestati dalle autorità egiziane. I giornalisti comunque sono stati rilasciati poco dopo, ma le autorità hanno deciso lo stesso di confiscare tutta la loro attrezzatura e quindi tutti i loro filmati.

mar 01/02/2011 da Tiziana Ceccarelli

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