Email inquinano, producono Co2 come le auto

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Inviare email inquina l'ambiente

Inviare una email inquina. E’ quanto emerge da uno studio dell’Agenzia francese per l’ambiente ed il controllo energetico (Ademe), che ha considerato il consumo energetico dei computer durante la stesura e l’invio delle missive elettroniche, nonché quello dei vari server da cui passano le email (in media 10) prima di raggiungere il destinatario.
Ogni giorno in tutto il mondo vengono inviate più di 250 miliardi di email e si calcola che tra un paio di anni il loro numero sia destinato a raddoppiare. Poco male direte, se non fosse per il fatto che ogni megabyte di posta elettronica inviato equivale a 19 grammi di Co2 immessi nell’ambiente.

Se l’email contiene allegati pesanti o se deve raggiungere più destinatari, le cose si complicano, basti pensare che, in media, ogni 2,5 destinatari aggiunti le emissioni di Co2 raddoppiano.
Inviare un messaggio a otto persone, equivale a guidare una vettura per un chilometro.
L’Ademe ha stabilito, per portare degli esempi, che un’azienda con 100 dipendenti, che spediscono in media 33 email al giorno, produce 13,6 tonnellate di anidride carbonica, che equivalgono a 13 viaggi di andata e ritorno tra Parigi e New York.

A quarant’anni dall’invio della prima mail, Le Parisien ricorda che, ad oggi, sono 250 miliardi le email inviate in media ogni giorno nel mondo, di cui l’80 per cento sono spam, ossia messaggi di posta indesiderata. Nel 2013 l’Ademe stima che si sorpasserà la cifra di 500 miliardi di messaggi di posta quotidiani.

Le email sono il più veloce e potente strumento di comunicazione e vengono utilizzate quotidianamente in molteplici maniere diverse, anche per trovare persone delle quali non si conosce nome e cognome.

Per cercare di limitare il consumo energetico bisognerebbe limitare allo stretto necessario il numero di email inviate, evitando gli allegati troppo pesanti e comprimendoli sempre. Considerando però che l’80% delle 250 miliardi di email inviate giornalmente è costituito da spam, le speranze di ridurre le emissioni si affievoliscono.

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mar 12/07/2011 da Maria Paola Ranalli

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