Dopo Facebook la Regione Lazio blocca i siti omosessuali

La regione Lazio decide di oscurare i siti di informazione della comunità Glbt, quindi dopo aver oscurato i vari social network e alcune pagine di informazione online, arriva anche il divieto ai siti internet che danno informazioni sulle comunità gay italiane. Questi siti sono stati considerati ‘pornografici’, il blocco ai siti arriva poco dopo la decisione della regione di oscurare anche Facebook e Twitter. I social network comunque sono stati riaprerti grazie alle numerose proteste da parte degli utenti che la vedevano come una discriminazione nei loro confronti.
Non è la prima volta che la Regione Lazio vieta l’accesso ad alcuni siti, tra cui i social network come Facebook e Twitter. A quanto pare a finire nel mirino del server dell’amministrazione della regione sono tutti i siti che contengono la parola ‘gay’. Questi siti non hanno nulla di osceno, in quanto il loro obiettivo è solo di informare la comunità Glbt e di offrire chat e pagine per discutere e confrontarsi.
Il segretario dell’Associazione radicale Certi diritti, Sergio Rovasio, si è accorto del blocco di questi siti, infatti ciccando su una delle pagine oscurate si può leggere che il sito è stato oscurato perché le policy aziendali non consentono l’accesso al sito in quanto è stato considerato ‘pornografico’.
Inoltre se si hanno delle lamentele da fare si può contattare l’helpdesk di supporto. I siti maggiormente colpiti sono appunto gay.it, gaynews.it e tutti quei siti che appunto contengono la parola gay. Non si sono meravigliati comunque i fondatori dei vari siti, erano già al corrente di censure di questo tipo non è la prima volta che alcune istituzioni discriminano siti di comunità gay permettendo però l’accesso ad altri siti molto più espliciti.
Inoltre sul forum ci sono già accuse di discriminazione e pregiudizio da parte di vari utenti. Forse sarebbe più semplice cercare di sensibilizzare le persone ad accettare anche gli omosessuali per evitare i problemi di omofobia.
gio 18/11/2010 da Tiziana Ceccarelli in Censura online.

















