Cosa sono SOPA e PIPA, le due controverse proposte di legge USA

Potreste non aver mai sentito nominare il termine SOPA. Almeno fino a mercoledì 19 gennaio 2012, quando avete tentato di utilizzare Wikipedia per una qualsiasi ricerca o di aprire Megavideo per vedere una puntata di una serie tv. Ma cos’è veramente il SOPA, a parte il motivo per cui alcuni dei vostri siti preferiti sono stati chiusi e altri hanno scioperato per un giorno?
L’acronimo SOPA sta per Stop Online Piracy Act e il suo fratellino è il Protect Intellectual Property Act o PIPA. Si tratta di due proposte di legge, la prima in discussione alla Camera dei deputati americana e la seconda al Senato (approvata già lo scorso maggio dalla commissione competente). Il loro scopo è semplice: impedire ai siti con sede straniera di vendere o distribuire film pirata, musica e altri prodotti coperti da diritto d’autore.
Con queste leggi, il governo federale avrebbe l’autorità di chiudere i siti con sede negli Stati Uniti che offrono tali contenuti, anche se non potrebbero farlo con i siti stranieri. Tuttavia, tali norme prevederebbero comunque la possibilità di impedire alle aziende USA di fornire fondi, pubblicità, link o qualsiasi altra assistenza ai siti in questione.
Tanto semplice quanto censorio, secondo i critici, che accuserebbero queste proposte di legge di mettere in dubbio il diritto degli americani al libero pensiero. Le aziende di Internet sono convinte che tali leggi, se passassero, non solo promuoverebbero la censura della rete, ma eliminerebbero anche la loro possibilità di innovare, oltre alla naturale infrastruttura del web.
In più, la legislazione è così ampia che il SOPA potrebbe consentire ai proprietari dei diritti d’autore di colpire anche i siti americani che ospitano contenuti pirata (o link ad essi) senza nemmeno saperlo, come Twitter, Facebook e Wikipedia, o i motori di ricerca che rimandano ad essi, come Google.
Il principale sostenitore della legge è la Motion Picture Association of America, che stima che il 13% degli adulti americani hanno visto almeno una copia illegale di film o show televisivi su Internet, con un costo di miliardi di dollari per le compagnie. In protesta contro il possibile passaggio di questa legge, giganti di Internet come Wikipedia hanno ieri oscurato i loro siti: una misura che ha portato otto senatori a ritirare il loro appoggio alla bozza.
ven 20/01/2012 da Fabrizio Corgnati in Censura online.

















