Cina: la notte piccante del web

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Cina hot

Dopo mesi di chiusura e blocco incondizionato dei siti hard, il governo cinese ha deciso di tornare a rendere navigabili le pagine a luci rosse. Anche se, secondo gli esperti, questo non è un passo verso la liberazione dei contenuti, anzi, l’esatto opposto.

La Cina riapre, dopo mesi e mesi di blocco incondizionato, alcuni portali del sesso online. Dopo due settimane dal ritorno sul web di questo tipo di siti, è cresciuto in maniera esponenziale il traffico di visite, provenienti dai provider cinesi, verso questo tipo di contenuti sulla rete.

Sebbene nelle prime ore la caduta del blocco sia stata considerata dai più un guasto, un errore, dopo poco gli utenti cinesi, che rappresentato la popolazione web più numerosa al mondo, si sono accorti che, forse il loro governo stava facendo qualche passo avanti verso la concessione della libertà ai suoi cittadini.

Piuttosto, gli analisti sostengono che il governo, non riuscendo più a controllare il traffico verso questo tipo di portali (visto che gran parte degli utenti cinesi è in grado di scavalcare il blocco instaurato dal regime), abbia deciso di renderli accessibili, per poter meglio monitorare chi vi accede ed in che maniera.

Chissà se un giorno anche la Cina riuscirà a dare ai suoi cittadini la piena libertà, ma siamo sicuri che il web, nelle sue varie forme, dai siti osè ai social network, dai blog alle riviste online, stia dando una mano importante, anche se indirettamente, in questo senso.

mer 28/07/2010 da Angelo Mosca in cina.

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