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Il gigante di Internet Google ha portato i suoi occhi indiscreti, montati per la prima volta su uno zaino, nel Grand Canyon National Park in Arizona, per mostrare i più popolari percorsi da trekking della famosa attrazione statunitense. La mossa è l’ultima evoluzione nella tecnologia di mappe dell’azienda di Mountain View, che ha fotografato migliaia di città in dozzine di nazioni per la sua funzionalità Street View.
Google vuole portare gli utenti del suo servizio di mappe online ad intraprendere un’avventura artica, con l’aiuto di una comunità di Inuit della tundra canadese e del primo ministro del Canada Stephen Harper. Il team di Google Street View è infatti sbarcato a Cambridge Bay, nel cosiddetto Passaggio a Nordovest, per portare avanti quello che finora è uno dei suoi progetti più logisticamente ambiziosi.
La corte suprema svizzera ha sentenziato il diritto di Google di documentare le facciate dei palazzi residenziali con la sua tecnologia Street View, pur imponendo alcune limitazioni alla tipologia di immagini che l’azienda può scattare. Questo verdetto lascia il servizio legalmente intatto in Svizzera, una delle nazioni dotate di legislazioni sulla privacy più evolute del mondo. Sia le autorità svizzere che Google si sono dette soddisfatte della decisione.
Google utilizzerà una flotta di piccoli aeroplani, ciascuno dotato di una propria telecamera, per volare sopra a diverse città. Si tratta dell’ultimo passo del gigante di Internet nel suo ambizioso e a volte controverso piano per creare una mappa digitale del mondo. Google ambisce a rilasciare le prime mappe tridimensionali di diverse città entro fine anno, come ha rivelato in occasione di una conferenza stampa tenuta ieri presso i suoi uffici di San Francisco.
Google ha presentato ieri un nuovo progetto online che darà agli utenti la possibilità di esplorare virtualmente una vasta serie di località mondiali di significativo valore storico, tra cui Stonehenge e Kew Garden, in Gran Bretagna, e gli antichi templi di Kyoto, in Giappone. Il World Wonders Project (Progetto meraviglie del mondo) utilizza la funzionalità di Google Street View.
E’ iniziato tutto due anni fa, nel 2012, quando Google è stata accusata di aver ‘catturato’ dati personali provenienti da reti Wi-Fi private, durante le rilevazioni fotografiche effettuate dalle vetture di Street View. La FCC (Federal Communications Commission) ha riconosciuto non colpevole Big G, ma l’ha multata per 25.000 dollari per aver ostacolato le sue indagini.
Quando la tecnologia incontra la cultura nasce Google Art Project. L’iniziativa, firmata dal più famoso motore di ricerca, ha annunciato un aggiornamento, con l’aggiunta di migliaia di nuove opere in dozzine di nazioni, nel corso di una conferenza stampa tenutasi ieri all’Art Institute di Chicago, che da solo ha contribuito con 150 opere al sito.
Vi è già capitato di vedere nei reCAPTCHA compilati online delle immagini che paiono sospettosamente numeri civici presi da Google Street View? Se è così, sappiate che si tratta esattamente di ciò che sembra. Google ha infatti confermato il lancio di un esperimento che unisce, per così dire, l’utile al dilettevole: la lotta allo spam del sistema reCAPTCHA e il miglioramento dei dati di Google Maps grazie all’identificazione dei nomi delle strade e degli indirizzi da parte degli utenti.
Per scendere nelle profondità della grande barriera corallina australiana, ora basterà solamente una connessione a Internet. Merito di un progetto scientifico che sarà diffuso attraverso YouTube e altri siti del network di Google: una sorta di evoluzione del servizio Street View ma, stavolta, sott’acqua. Non a caso, infatti, il nome scelto è Seaview.
Il naufragio della Costa Concordia è rimasto impresso a tutti noi, visto che si è configurato come una vera e propria tragedia. Intorno all’incidente le polemiche e le notizie sono tante e non mancano nemmeno le curiosità. Si è appreso che proprio in questi giorni l’auto di Google Street View è arrivata sull’Isola del Giglio. Non si tratta di un qualcosa di programmato, in quanto l’arrivo della nota auto di Google sarebbe già stato preventivato da tempo. Il tutto sarebbe il frutto di una coincidenza, proprio in un momento in cui l’attenzione di tutto il mondo è rivolta a questa piccola isola dell’arcipelago toscano.
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