Boom di Internet e dei microblog in Cina

Il numero degli utenti di Internet in Cina ha superato quota 500 milioni l’anno scorso, secondo uno studio del China Internet Network Information Center, un gruppo di industrie tecnologiche gestito dal governo. Cifre che testimoniano il boom della rete in atto nello Stato comunista, a dispetto delle repressioni sociali e politiche.
Gli internauti cinesi hanno infatti raggiunto i 513 milioni lo scorso dicembre, il 12% in più dell’anno precedente. E anche i giganti del web locale, come il motore di ricerca Baidu, il portale di informazione Sina Corp. e il provider di giochi e servizi di messaging Tencent Holdings hanno aggiunto milioni di utenti, aumentando così il profilo di un settore sempre più lucrativo.
Ma il 2011 è stato anche l’anno del grande successo dei microblog cinesi, divenuti motori della pubblica opinione che spesso hanno sfidato l’autorità delle notizie di Stato. Il numero di tali utenti è quadruplicato nel giro di un anno, raggiungendo i 250 milioni. Noti in Cina come ‘weibo’, seguono l’esempio di Twitter, consentendo agli utenti di postare brevi messaggi con link che possono quindi essere letti dai loro follower.
La velocità di questi servizi creano difficoltà per i censori del governo, che hanno avuto più successo a bloccare l’accesso a siti stranieri come Facebook, YouTube e lo stesso Twitter utilizzando filtri. Lo scorso mese, alcune città hanno annunciato nuove regole che costringerebbero gli utenti dei microblog a registrare i loro account con i nomi di battesimo, rendendo più rischioso per i singoli cittadini sfidare apertamente le autorità.
Il settore Internet è l’unica grande industria della Cina ancora dominata dalle aziende private. Ma, data l’attenzione del governo a ristabilire l’ordine, il 2012 potrebbe essere decisivo nell’indicare quanto i leader dello Stato intenderanno mettere la mordacchia al web (e così a un mercato ricco di potenziale).
mar 17/01/2012 da Fabrizio Corgnati

















