Blippy: carte di credito compromesse su Google

Nei giorni scorsi, alcuni sistemi di protezione del noto Blippy, non hanno funzionato a dovere e, in poche ore, si sono diffuse su Google informazioni sensibili circa gli acquisti effettuati tramite carta di credito: la falla è stata presto tappata ma chi ci assicura che non succederà più?
Con l’avvento dei social network, la privacy è diventato un problema ricorrente e, a quanto pare, non limitato solo ai portali sociali. Vi abbiamo già parlato di Blippy, un simpatico strumento on-line grazie al quale è possibile diffondere su Facebook e Twitter i propri acquisti effettuati on-line.
Sebbene da un lato può essere un idea simpatica, dall’altro usare questo servizio ha causato non pochi problemi ad una ristretta porzione di utenti che hanno visto apparire, tra i risultati di ricerca di Google, non solo le proprie transazioni economiche ma anche i rispettivi numeri di carta di credito, in chiaro.
Dopo le prime segnalazioni, Blippy ha lavorato a stretto contatto con Google per rimuovere i risultati incriminati e in poche ore la falla è stata tappata e i dati sensibili rimossi anche dalla cache del noto motore di ricerca.
Avvenimenti come questo, evidenziano come sia preferibile diffondere i propri dati sensibili sul web solo se strettamente necessario. Riacquisire un pò di manualità come qualche anno fa, non farà certamente male: se proprio vogliamo informare il mondo intero dei nostri acquisti, possiamo scrivere manualmente un tweet o aggiornare il nostro stato su Facebook aggiungendo tutti i dettagli del caso!
gio 01/07/2010 da Web3.0
Great oreevivw Dan. I think something not to be ignored is Google’s search control. They have learned through many mistakes that search is going social. If they continue to enhance the “social” aspects, I actually think Google+ rivals Facebook more than Twitter. I still love Twitter for the quick read. Time will tell. And in this world, that is within the year.Marketers need to focus more on how to create, develop and preserve their brand through use of “any” of the tools. To me that is what is more at risk with so much focus on the tools.

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qui c’è puzza di pritaa informatico (non hacker caro filippo!!!) a mio avviso, e se è così la 3 è nei guai fino al collo…